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Io


Roma, 7 aprile 2008

Soffoco, non respiro,
un peso sul cuore
che scoppia.
La corazza si è fatta stretta,
arrugginisce,
piaga le mie spalle e le piega.
LIBERAMI
Voglio rompere tutti gli specchi,
l’immagine riflessa non mi appartiene,
non più,
e nei frammenti intravvedere
il nuovo volto,
finalmente me stessa.

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Il cavaliere di Graal

Da un altro punto furono viste le stagioni
fino lì sconosciute
solo allora poté sedersi ad ammirare
il senso dell’alternanza.
Dalla sua radice gassosa ne muta
la base visibile
e lo cimenta la traiettoria
di notte e giorno la luce,
il cielo.

QUI

di Zucchero QUI

Nel mondo
io camminerò
tanto che poi i piedi mi faranno male
io camminerò
un’altra volta
e a tutti
io domanderò
finché risposte non ce ne saranno più
io domanderò
un’altra volta
Amerò in modo che il mio cuore
mi farà tanto male che
male che come il sole all’improvviso
scoppierà scoppierà.
Nel mondo
io lavorerò
tanto che poi le mani mi faranno male

Io lavorerò
un’altra volta.

Amerò in modo che il mio cuore
mi farà tanto male che
tanto che come il sole all’improvviso
scoppierà, scoppierà

Nel mondo
tutti io guarderò
tanto che poi gli occhi mi faranno male
ancora guarderò
un’altra volta.

Amerò in modo che il mio cuore
mi farà tanto male che
tanto che come il sole all’improvviso
scoppierà, scoppierà

Nel mondo
tutti io guarderò
tanto che poi gli occhi mi faranno male
ancora guarderò
un’altra volta.

Amerò in modo che il mio cuore
mi farà tanto male che
male che come il sole all’improvviso
scoppierà, scoppierà.

Nel mondo
io non amerò
tanto che poi il cuore non mi farà male.

CON AMORE A TUTTI VOI
STELLA

da Respiro

Come due soavi uccelli

Ricordando un affresco del Pinturicchio
nella libreria Piccolomini

Da qualche parte l’alba imporpora
un ramo, due uccelli si rincorrono
e il vento a un lupo arruffa il pelo.
La guardo, nell’ombra lei riposa.

Non so se è questo l’assoluto
dell’amore, ma penso che anche noi
come i due soavi uccelli
sopra l’unico cipresso alzato sul mare
potremmo, indenni, superare la distanza.

QUI

 

LA STELLA DI MARE

 

Sotto i cavalloni

Dove la corrente è un dondolo

Tra i ricci aguzzi una stella

Rossa mi chiamò:

 

“Nessuno schiaffo

Di vento più ti volterà

Verso questa terra: la terra

Tua è dietro l’orologio.

 

Non hai riquadri

Di marmo al campo santo,

Né piramidi in mezzo alle dune:

Il tuo sepolcro

E’ vuoto”.

Una dedica di Marco Guzzi con questa poesia  che scrisse circa 20 anni fa (pubblicata poi in Figure dell’ira e dell’indulgenza, Jaca Book 1997)

colgo l’occasione per ringraziare Marco e ricordarvi il suo sito www.marcoguzzi.it

Stella

 

 

A cura di Margherita De Donato

A Roma, dal ‘57 al ‘66, “Al Ferro di Cavallo” una piccola e stravagante libreria sfoggiava con disinvolta allegria le avanguardie letterarie e artistiche: la pop art italiana e americana, i Novissimi poeti, gli scrittori, il Gruppo ‘63, ma anche i vecchi grandi poeti, avanguardie essi stessi (Ungaretti, Sinisgalli, Tzara, Pound, Guillen, De Libero, Frassineti, Bertolucci, Pisolini) e gli artisti visivi come Burri, Afro, Caporossi.

QUI

Oggi è anche il mio onomastico

La santa è di origine francese, dove è chiamata Estelle o Eustelle e venerata nel Saintouge (regione storica della Francia occidentale a nord della Gironda, oggi compresa nel dipartimento di Charente-Maritime).
Eustella era figlia di un funzionario del pretore delle Gallie nel III secolo; fu convertita al cristianesimo da s. Eutropio (30 aprile), vescovo do Saintouge e quando il santo vescovo subì il martirio mediante decapitazione, Eustella ne raccolse il corpo e lo seppellì.
Era un compito pietoso che tutti i cristiani praticavano per i loro martiri, anche a rischio di essere arrestati e uccisi.
Poi come l’agiografia aurea dei santi martiri, narra per varie fanciulle e giovani martiri dei primi secoli, anche per Eustella fu il padre, rimasto pagano, a farla morire poco dopo, sembra anch’essa decapitata. Sul luogo del martirio scaturì una sorgente d’acqua; la festa si celebra l’11 maggio.

In lingua provenzale il suo nome Eustelle significa ‘Stella’, per questo alcuni celebri poeti francesi, quando fondarono nel 1854 il “Félibrige” (Movimento letterario tendente a valorizzare la poesia e la prosa in lingua occitanica), la considerarono loro patrona, adottando come emblema una stella con sette raggi.

Il nome ‘Stella’ significa “luminosa come un astro”, oltre che in Francia è molto usato in tutta Italia, specie in Sicilia, dove esiste anche la versione maschile ‘Stellario’.
È diffuso anche nelle varianti femminili Stellina, Maristella, Stella Maria; il suo nome affettivo è in uso dal Medioevo, riflettendo soprattutto la devozione per Maria Santissima, invocata come Maris Stella (Stella del mare).
Nel Latino liturgico, vi è un bellissimo canto “Ave maris stella”, dove la Madonna, fonte di guida e di salvezza, è paragonata alla Stella Polare, guida e riferimento per i naviganti.

Autore:  

 

 Il mio nome però è Stella Maria e io voglio far gli auguri a tutte le donne che portano questo bellissimo nome con un omaggio a Maria visto che questo è il mese a lei dedicato oltre che il mese delle rose

Ave maris stella,
Mater Dei alma
Atque semper virgo
Felix caeli porta

Sumens illud ave
Gabrielis ore
Funda nos in pace
Mutans Evae nomen

Solve vincla reis
Profer lumen caecis
Mala nostra pelle
Bona cuncta posce

Monstra te esse matrem
Sumat per te preces
Qui pro nobis natus
Tulit esse tuus

Virgo singularis
Inter omnes mitis
Nos culpis solutos
Mites fac et castos

Vitam praesta puram
Iter para tutum
Ut videntes Jesum
Semper collaetemur

Sit laus Deo Patri
Summo Christo decus
Spiritui sancto
Honor, tribus unus
Amen.

_________________________
Ave, stella del mare
Eccelsa madre di Dio
E sempre Vergine,
Felice porta del cielo

Accogliendo quell’”Ave”
dalla bocca di Gabriele,
donaci la pace,
mutando il nome di Eva.

Sciogli i vincoli per i rei,
dà luce ai ciechi,
scaccia i nostri mali,
dacci ogni bene.

Mostrati Madre di tutti,
offri la nostra preghiera,
Cristo l’accolga benigno,
lui che si è fatto tuo Figlio.

Vergine santa fra tutte,
dolce regina del cielo,
rendi innocenti i tuoi figli,
umili e puri di cuore.

Donaci giorni di pace,
veglia sul nostro cammino,
fà che vediamo il tuo Figlio,
pieni di gioia nel cielo.

Lode all’altissimo Padre,
gloria al Cristo Signore,
salga allo Spirito Santo,
l’inno di fede e d’amore.
Amen.

Oggi è anche la festa della mamma e il mio piccolo Alexandro mi ha fatto piangere di gioia così:

Mammina mammò

Mamma, mammina,

mammò

la mia filastrocca

ti dedicherò.

Sopra un quadro

come un pittore

vorrei dipingere

il tuo grande cuore,

ma sono soltanto

un’ape piccina, mamma

del nostro alveare

tu sei la Regina

 

(grazie alla maestra Alda della scuola dell’infanzia Piero della Francesca e all’autore che non mi è noto)

 

Oggi noi cristiani celebriamo una grande ricorrenza: la Pentecoste.

Poichè io credo che ognuno di noi ha bisogno di una preghiera oggi voglio dire questa per ognuno di voi.

“Vieni, Santo Spirito
manda a noi dal cielo
un raggio della tua luce.
Vieni, padre dei poveri,
vieni, datore dei doni,
vieni, luce dei cuori.
Consolatore perfetto
ospite dolce dell’anima,
dolcissimo sollievo.
nella fatica, riposo
nella calura, riparo,
nel pianto, conforto.
O luce beatissima
invadi nell’intimo
il cuore dei tuoi fedeli.
Senza la tua forza,
nulla è nell’uomo,
nulla senza colpa.
Lava ciò che è sòrdido,
bagna ciò che è arido,
sana ciò che sanguina.
Piega ciò che è rigido,
scalda ciò che è gelido,
drizza ciò che è sviato.
Dona ai tuoi fedeli,
che solo in te confidano
i tuoi santi doni.
Dona virtù e premio,
dona morte santa,
dona gioia eterna.

forma prediletta, da sempre ostaggio
Michele Ranchetti, La mente musicale

chi prende, prende umilmente,
ed è docile: Ariete visita
gli alberi, sfiora le mani; e
il filo di canto. la cosa adora:
soglia, come di bocca, e porto,
gloria, aria forte, aria: ora la piccola
governa sé; *ora* ma *storia*; Dio
è storia attiva e celeste:
l’opera è la prima cosa.

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