(Miro Romagna)
“Vergine Madre,
figlia del tuo figlio,
umile e alta più che creatura,
termine fisso d’etterno consiglio,
tu se’ colei che l’umana natura
nobilitasti sì, che ‘l suo fattore
non disdegnò di farsi sua fattura.
Nel ventre tuo si raccese l’amore,
per lo cui caldo ne l’etterna pace
così è germinato questo fiore.
Qui se’ a noi meridiana face
Di caritate, e giuso, intra ‘ mortali,
se’ di speranza fontana vivace.
Donna, se’ tanto grande e tanto vali,
che qual vuol grazia e a te non ricorre,
sua disianza vuol volar senz’ali.
La tua benignità non pur soccorre
A chi domanda, ma molte fiate
Liberamente al dimandar precorre.
In te misericordia, in te pietate,
in te magnificenza, in te s’aduna
quantunque in creatura è di te bontate.….
(Canto XXXIII del Paradiso, Divina Commedia, Dante Alighieri)
Eva conosce il segreto della vita e da origini alla specie e con essa al bene e al male.
La salvezza del mondo nel “si” di Maria.Dio, creatore, onnipotente, Signore dell’Universo si fa umile e chiede ad una semplice fanciulla un “si”. Nell’attesa del “si” Dio mette la salvezza dell’umanità in mano ad una donna. Conosce e ama quella donna che ha il libero arbitrio e se dice no, nella sua umanità, Dio non può fare nulla. Ma Dio conosce il cuore di Maria, conosce il cuore delle donne e sa che quel “si” arriverà. Questo è Dio.
Grazie Maria
(liberamente ispirato e tratto dal commento di Roberto Benigni al V canto dell’Inferno)