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Archivio per febbraio 2008

Una conchiglia e un bacio

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Roma, 23 gennaio 2008  

Quando ero bambina raccoglievo conchiglie e poi le accostavo all’orecchio per sentire il rumore del mare.

Un giorno qualcuno mi ha detto che non si sente il mare e la conchiglia fa da cassa di risonanza e ciò che sento è il sangue che scorre nelle vene.Peccato, ma ora so che finchè sentirò “il mare” vuol dire che sono viva per cui continuo ad ascoltare il mare.
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E ti vengo a cercare

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Roma,  9 febbraio 2008 

E ti vengo a cercare

Negli angoli nascosti

Di questo mondo

Fatto a scale

Dove se cadi non è poi detto che ti fai male.
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Giulia

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Roma, 22 luglio 2006

Mio Dio, mio Dio,

dove sei? Sei qui?

Perché?
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Una poesia di Demetrio Paolin

Le briciole, le lasci ai passeri,
ma la sera non scuoti fuori la tovaglia
che l’angelo della notte se ne muore.

Passeranno inverni interi
a fare gesti, questi, controvoglia
sperando che la pazienza sia amore.

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Metà guaro metà grappa

Quando ho letto questo libro, mi son detto che forse il caribe occorreva scriverlo cosí. Anche altre storie. Non tutto, ma qualcosa sí, si poteva, riuscendoci, a scriverlo cosí. Ma bisognava esercitarcisi. Bisognava decidersi. Bisognava essere capaci a farlo. E non era facile. Bisognava sorvegliare.em>

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La letteratura secondo Marcel Proust

di Mauro Baldrati

proust_gilberte.jpg“Non esistono forse giorni della nostra infanzia che abbiamo vissuto intensamente quanto quelli che crediamo di avere perduto senza viverli, i giorni trascorsi in compagnia di un libro molto caro”.
Sulla lettura nacque come introduzione alla versione francese di Sesame and Lilies di John Ruskin ed è, come tutti i prodotti della sua macchina di scrittura, strettamente legato all’intera opera di Marcel Proust.

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Hegel

Ci sono momenti della vita in cui si rilegge un libro perché all’improvviso ci sembra che abbia significato qualcosa di importante per noi, che lo abbiamo perso di vista ma non vogliamo dimenticarlo, e allora lo riprendiamo in mano con la voglia inconfessata di lasciarci andare alla nostalgia. Per certi libri capita più di una volta, in epoche differenti, e con qualcuno l’operazione-nostalgia funziona. Con altri no, e sono i libri più validi: quelli che, invece di farci riassaporare le stesse sensazioni, ci fanno scoprire qualcosa di nuovo, che ricordiamo di aver letto ma non avevamo capito, o non l’avevamo capito in quel modo lì.

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Le cose che ho imparato nella vita

Ecco alcune delle cose che ho imparato nella vita: 

 -Che non importa quanto sia buona una persona, ogni tanto ti ferirà. 
E per questo, bisognerà che tu la perdoni. 
-Che ci vogliono anni per costruire la fiducia e solo pochi secondi per 
distruggerla. 
-Che non dobbiamo cambiare amici, se comprendiamo che gli amici cambiano. 
-Che le circostanze e l’ambiente hanno influenza su di noi, ma noi siamo 
responsabili di noi stessi. 
-Che, o sarai tu a controllare i tuoi atti,o essi controlleranno te. 
-Ho imparato che gli eroi sono persone che hanno fatto ciò che era 
necessario fare, affrontandone le conseguenze. 
-Che la pazienza richiede molta pratica. 
-Che ci sono persone che ci amano, ma che semplicemente non sanno come 
dimostrarlo. 
-Che a volte, la persona che tu pensi ti sferrerà il colpo mortale quando 
cadrai,è invece una di quelle poche che ti aiuteranno a rialzarti. 
-Che solo perché qualcuno non ti ama come tu vorresti, non significa che 
non ti ami con tutto se stesso. 
-Che non si deve mai dire a un bambino che i sogni sono 
sciocchezze:sarebbe una tragedia se lo credesse. 
-Che non sempre è sufficiente essere perdonato da qualcuno. Nella maggior 
parte dei casi sei tu a dover perdonare te stesso. 
-Che non importa in quanti pezzi il tuo cuore si è spezzato; il mondo non 
si ferma, aspettando che tu lo ripari. 
-Forse Dio vuole che incontriamo un po’ di gente sbagliata prima di 
incontrare quella giusta, così quando finalmente la incontriamo, sapremo 
come essere riconoscenti per quel regalo. 
-Quando la porta della felicità si chiude, un’altra si apre, ma tante 
volte guardiamo così a lungo a quella chiusa, che non vediamo quella che è 
stata aperta per noi. 
-La miglior specie d’amico è quel tipo con cui puoi stare seduto in un 
portico e camminarci insieme, senza dire una parola, e quando vai via senti 
che è come se fosse stata la miglior conversazione mai avuta. 
-È vero che non conosciamo ciò che abbiamo prima di perderlo, ma è anche 
vero che non sappiamo ciò che ci è mancato prima che arrivi. 
-Ci vuole solo un minuto per offendere qualcuno, un’ora per piacergli, e un 
giorno per amarlo, ma ci vuole una vita per dimenticarlo. 
-Non cercare le apparenze, possono ingannare. 
-Non cercare la salute, anche quella può affievolirsi. 

-Cerca qualcuno che ti faccia sorridere perché ci vuole solo un sorriso 
per far sembrare brillante una giornataccia. 
-Trova quello che fa sorridere il tuo cuore. 
-Ci sono momenti nella vita in cui qualcuno ti manca così tanto che 
vorresti proprio tirarlo fuori dai tuoi sogni per abbracciarlo davvero! 
-Sogna ciò che ti va; vai dove vuoi; sii ciò che vuoi essere, perché hai 
solo una vita e una possibilità di fare le cose che vuoi fare. 
-Puoi avere abbastanza felicità da renderti dolce, difficoltà a 
sufficienza da renderti forte, dolore abbastanza da renderti umano, 
speranza sufficiente a renderti felice. 
-Mettiti sempre nei panni degli altri. Se ti senti stretto, probabilmente 
anche loro si sentono così. 
-Le più felici delle persone, non necessariamente hanno il meglio di ogni 
cosa; soltanto traggono il meglio da ogni cosa che capita sul loro cammino. 
-L’amore comincia con un sorriso, cresce con un bacio e finisce con un the. 
-Il miglior futuro è basato sul passato dimenticato, non puoi andare bene 
nella vita prima di lasciare andare i tuoi fallimenti passati e tuoi 
dolori. 
-Quando sei nato, stavi piangendo e tutti intorno a te sorridevano. 
Vivi la tua vita in modo che quando morirai, tu sia l’unico che sorride 
e ognuno intorno a te piange.

di Paulo Coehlo

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Lezione di canto

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di Elena F. Ricciardi

Il baricentro dev’essere basso. In qualunque posizione ti trovi, deve essere basso. Che tu stia seduta o sdraiata, che tu debba attraversare il palco camminando o correndo, devi fare in modo che il tuo baricentro sia perfettamente perpendicolare al centro della terra. Non esiste altro modo per ancorare il suono, che proviene da luoghi inaccessibili alla mente, lontani dalla terra, impossibili da raggiungere se il suono stesso non si è impastato della tua sostanza nel momento esatto del concepimento, alla terra. 

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il dottor Divago

Ho rivisto un film del corazon, di recente: La rimpatriata, il miglior parto di quel Damiano Damiani reso tristemente celebre da La Piovra prima messinpiega. Che palle. Placido tutte le domingo, e la mafia che esiste e in fondo chi se ne frega, non perchè non sia una cosa bruttissima, ma perchè tanto con questi venti di pace nulla cambia perchè tutto continui a non cambiare.

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