Roma, 22 luglio 2006
Mio Dio, mio Dio,
dove sei? Sei qui?
Perché?
Perché questo dolore sordo
Che spacca il cuore?
Perché questo dolore muto che oscura l’anima?
Non sento nulla,
non sento dolore
non ho lacrime.
Dal mio ventre gonfio
Arriva il dolore
L’utero si contrae
E fra le gambe sento il corpo nudo
caldo del mio sangue
freddo e piccolo senza vita.
Vorrei urlare ma non ho voce
Un lenzuolo bianco,
Domani ti cremeranno e di te
Resterà un dito di cenere
Per fecondare la terra di una rosa.
Angeli tutti di Dio
Venite qui
In quel sudario bianco
c’è la mia bambina
Angelo fra gli angeli.
Mi genufletto Signore
Di fronte alla tua volontà
E ti chiedo perché?
Perché anche questo dolore?
Il destino in un nome
E piegata in due come Maria
Sotto la croce di Tuo figlio
,Io mi piego,
Il ventre tra le mani
La fronte a terra
E neanche una lacrima
A bagnarmi gli occhi.
Dove sei mio Dio?
E ti sento qui.
Un lenzuolino bianco
Tutto ciò che vedo,
bianco come la morte,
bianco come il cuore esangue
strappatomi dal petto
e pur rimanendo viva muoio.
E ti chiedo ancora perché?
La mia croce è più pesante
Cado,
son caduta mille volte nella vita
E da sola mi son sempre rialzata
Perché non prendi anche me?
Dove sono tutti
Per aiutarmi a rialzarmi?
Il vuoto, il silenzio, l’assenza
E lì accanto sotto la mia croce
Pronto ad aiutarmi a tornare in piedi
Un piccolo uomo di soli 3 anni,
Alexandro,
E una domanda: mamma,
perché non piangi?
Stella Maris
Cara Stella Maria,
quanto scrivi è straziante, come la foto che hai scelto della stupenda Anna Magnani, forte e fragile al contempo.
Chi l’avrebbe detto che dopo poco più di un anno Giulia sarebbe tornata da te? Sempre soltanto un piccolo uomo di 4 anni!
Complimenti per la tua grinta, che si percepisce animata da una forza superiore, quella che solo la fede può dare.
Sono felice di averti conosciuto e condiviso questa tua parte così privata.
Ti abbraccio,
Titti
Grazie Titti,
scusa se non riesco a dire di più ma la mia Giulia è il mio angelo
e Maria Giulia è il tesoro più grande insieme ad Alexandro.
E’ un pezzo di cuore che sanguina perciò più che dire grazie non riesco.
sono felice anche io di aver trovato la gemella separata alla nascita. Ho sempre voluto una sorella senza nulla togliere ai miei due fratelli Attilio e Fabrizio, ora grazie a Dio ho te, Cecilia, Annalinda, Paola e Claudia.
un abbraccio
Stella