Roma, 9 febbraio 2008
E ti vengo a cercare
Negli angoli nascosti
Di questo mondo
Fatto a scale
Dove se cadi non è poi detto che ti fai male.
E ti vengo a cercareNegli abissi marini,
Custodi dei tesori del mondo.
E ti vengo a cercare
nelle azzurrità dell’immenso cielo.
Ti vengo a cercare negli occhi
Di chi ti ama,
Nel buio di una stanza.
Annaspando ti cerco,
brancolo nel buio delle mie solitudini
degli inverni dei miei silenzi
del dolore fisico che lacera
nella profondità dell’anima che non ha pace.
Annaspo, mi affatico e cerco
Un gancio, un appiglio,
L’interruttore del cuore
Per salire oltre la soglia del dolore
E crescere fino a trovare
Amore, l’Angelo della vita.
E ti vengo a cercare
Negli occhi di chi incontro
Ed imparo ad amare
Senza tempo, senza luogo,
senza differenze ne orgoglio
e ti trovo, lì in quell’angolo segreto
dove esiste solo amore
amore e nulla più.
Stella Maria
Dedicato a Sante e Enrica
cara Stella… eccomi. probabilmente gli esperti della poesia ti direbbero che qui c’è dell’ingenuità, che le parole astratte come “azzurrità” sono un po’ retoriche, che la citazione di Battiato è pesante, che la rima cuore-dolore è banale. è quello che in una “scuola di poesia” ti sarebbe detto. e i docenti non avrebbero torto, ma sarebbero empi. perché non si distrugge senza indicare una possibilità di ricostruzione.
che cosa fa la differenza, allora? il CUORE. ora, questa non è una poesia, ma un cuore umano. e il linguaggio non può dire il cuore. ora: se tu volevi scrivere una poesia, non ci sei arrivata, qui; ma se volevi esprimere un sentimento - c’è. solo che qui il sentimento è espresso, non detto. se vuoi, prova a parlare una TUA lingua, anche più dura di questa. per esempio: perché “e ti vengo a cercare”? perché non dire “io ti vengo a cercare”? ma tu devi perdonarmi: perché parlo di FORME dove tu mostri un CUORE. è come se tu mi regalassi un fiore di campo e ti dicessi: sì, ma quelli di serra sono migliori. e tu mi diresti, giustamente: va bene, ma questo *è* e rimane un fiore di campo.
ti ho parlato come mi hai chiesto, con l’altro cuore (il mio) in mano. perché nemmeno io sono senza peccato: io, per esprimere un sentimento, devo costruire altre gabbie… cioè non sono libero.
Caro Massimo
GRAZIE
Grazie perchè mi sono tolta una curiosità, grazie perchè fino a questo momemtno nessuno mi aveva spiegato perchè stroncandomi.
è vero scrivo con il cuore ed è una specie di diario ed è per questo che ritengo di non pubblicare mai nulla.
queste pubblicate “a Giulia” e le altre non sono poesie sono solo delle riflessioni.
ci sono poesie come tu suggerisci più mie e quelle che sono qui non sono le migliori.
a Battiato in realtà ho pensato dopo. Era una canzone che avevo in mente da tempo ed evidentemente era così ben radicata che nello scrivere questa cosa è emersa dal profondo.
Non cerco rime perchè quelle che trovo son banali e hai ragione.
ti dico ancora infinitamente grazie per il tempo e la pazienza e non sapendo se mai leggerai questo commento, ti ringrazierò da poesia e spirito.
se invece lo leggi dimmi solo se “a Giulia” si avvicina di più a quel che dici.
spero di conoscerti in uno dei raduni LPELS organizzati da don Fabrizio per ringraziarti personalmente.
con il cuore
Stella
Cara Stella,

proprio perché ci metti il cuore, continua a scrivere quanto vuoi e quando puoi.
Hai questa spinta interiore e non devi frenarla. E’ qualcosa di sano e di liberante…perché metterla a tacere, solo perché qualcuno non la ritiene all’altezza?! E di cosa poi? Se, invece, in questo tuo scrivere intendi crescere e migliorare nella forma e nello stile, allora devi affidarti a persone esperte che ti guidino.
In tal senso io non so darti suggerimenti, ma posso fare il tifo per te…e non mi sembra poco!
Chissà che un giorno non leggeremo un tuo manoscritto edito da…LPELS ?!!!
Forza, dacci dentro!
Titti
Cara Titti,
grazie anche a te.
io e Massimo abbiamo continuato a parlare su LPELS nei commenti alla sua scuola di poesia n°9 se vuoi continuare a leggere.
questo scritto e la sua critica “scolastica” hanno portato ad altre sue riflessioni e ad un invito a continuare a scrivere che mi ha fatto un immenso piacere e commosso.
Su LPELS non credo sarà mai pubblicato nulla di mio a meno che io non accetti l’invito di Massimo che però viene pubblicato da don Fabrizio e quindi si genera uno strano giro.
come detto più volte scrivo per me e per ora non penso di pubblicare nulla essendo un mio “diario” da lasciare sicuramente ad Alexandro e Maria Giulia.
ho fatto un’eccezione per Sante e mi dispiace avergli risposto di no quando mi ha invitato a pubblicare sul suo blog ma io non sono ancora preparata. chissà forse un giorno! un giorno anche se non pubblicherò potrei trovare il coraggio di mandare tutto a te e a chiunque altro me lo ha chiesto.
il commento lo chiudo qui e ti scrivo in privato.
un abbraccio e grazie
Stella
P.S.:Hai letto Giulia? il resto lo conoci dal blog di Sante