(Settembre 1996)
Mi hai donato un libro e un po’ di anima tua. Ed entrambe mi si sono poggiate addosso come un velo, e ora so di essere più ricco di prima.
E’ stato un soffio, un attimo: e questo voglio dirti (ma le parole spesso sono cattive navigatrici, e portano fardelli troppo grossi e si fermano a metà strada, e più significativi a volte sono uno sguardo od una carezza), che lo hai fatto con grazia, in punta di piedi; in un mondo in cui c’è sempre stato clamore per le infinite banalità, mi hai toccato il cuore con la punta di un dito, senza dirmelo, ma solo dolce sussurrandomelo.
E mi hai fatto vedere una parte di te, quella che quando ti stringo dolce il viso tra le mani, mi pare di intravvedere dietro lo sguardo, tenera paratia.
E sei stata coraggiosa, e la fortuna arrida agli audaci qualcuno ha detto; e io aggiungo: audace tu sia, nel mondo e con me e tra la gente ed i tuoi innumerevoli pensieri, poichè se è facile pensare, assai più difficile è tramutare i pensieri in rapida azione.
E che il rossore ti colori le gote, poichè è segno di purezza, ma che le mani tue solerti dipanino i problemi pieni di ferro che ti si attorciglieranno attorno ai piedi, rallentando il tuo cammino.
E che gli occhi tuoi siano sempre il fedele specchio dell’anima che io ammiro, ma che sappiano fulminare gli insolenti e gli impostori e coloro che, ingannatori, vorranno minare la tua felicità.
E che il corpo tuo sappia dispensarmi la sua presenza anche quando sarà assente, e poi piaceri della carne innumerevoli, ma che sappia camminare tra le genti, importante e lieto nel suo progredire.
E che la lingua tua sappia sempre intessere di seta parole nuove e commenti tanti, ma anche sappia darmi il dolce dono dell’amante ed il regalo della notte.
E che l’anima tua sappia sempre donarsi a me con grazia e dedizione, svelando l’unione che lega gli entusiasti dell’amore, ma sappia anche parlare ferma e scandire le stagioni della vita, perchè se vivere e godere il momento è bello, tutto questo è nullo se non si sa invecchiare con serenità.
E questo fai, se lo desideri, e altro ancora, e niente ti farà cadere; ma più importante, mi resterai accanto, come salda roccia alla sua terra, come morbido mantello al suo corpo, come sereno giudice alla sua schiera, come arcano incantatore alle sue genti.
Marco Sicurezza