care lettrici,
sempre nell’ottica delle donne che fanno troppo, oggi ho trovato questo su repubblica
Da Patricia Sprinkle un manuale per sopravvivere alle responsabilità
“Non si deve fare tutto quello che ci chiedono, ma solo ciò che ci rende sereni”
DONNE che fanno troppo. Donne energiche, volitive, toste, decise a non mollare. Eppure schiacciate dalle impegni e dai sensi di colpa. Donne sempre di corsa, che si dividono tra lavoro, mariti, figli, casa, amici, genitori. Senza tempo per sé. Donne stressate, rese inquiete da una perenne, sottile sensazione di inadeguatezza, spesso inconsapevole, ma che genera insoddisfazione e inquietudine.
Per risolvere il problema ci vorranno ancora almeno un paio di generazioni. Tanto è forse necessario per cambiare quell’atteggiamento culturale che, complici mariti e compagni troppo spesso inclini a delegare l’intero lavoro di cura, spinge le donne ad accollarsi ogni sorta di impegni per poi sentirsi irrimediabilmente travolte dalla mancanza di tempo. E se, intanto, di cambiare veramente le cose non c’è speranza, tanto vale tentare di organizzarsi per la sopravvivenza. Resistere, e aiutarsi con un palliativo fatto di analisi, pazienza e una buona dose di umorismo.
Si può utilmente cominciare da Donne che hanno troppo da fare, “come evitare lo stress e trovare la pace”, in uscita per Frassinelli il 3 giugno, scritto da Patricia Sprinkle, americana della Georgia, scrittrice di romanzi gialli, ma anche autrice affermata di manuali di self help. Un libro pragmatico e ironico, rivolto a chi vuole imparare a “fare meno”, a scegliere le priorità secondo le proprie esigenze e non per pura “bulimia del fare”. E a non disperdere risorse ed energie, per tenere in vita aspirazioni e desideri personali.
Se avete tempo leggete l’intervista completa… ma il pezzo che segue lo trovo utilissimo….
Qualche consiglio, in poche righe.
“Crearsi una scaletta di priorità, un elenco di cose che non ci pesano. E cercare di dedicarsi soltanto a quelle. Individuarle è facile: basta scegliere quelle che, mentre le facciamo, non ci fanno guardare l’orologio.
Non trascurare i propri sogni; proporsi delle tappe, ogni mese, ogni anno. E andare lentamente. Dicendo “Sì”, quando ci impegniamo in qualcosa che risponde veramente ai nostri obiettivi e “No” a tutto il resto. Infine, dobbiamo convincerci che figli, mariti, parenti e colleghi di lavoro devono assumersi le loro responsabilità. E liberare il nostro tempo”.
Un saluto
annalinda
Annalinda ci racconta ….
Maggio 29, 2008 di Stella Maria
ecco qui,
il posto che merita.
grazie ancora Annalinda è un suggerimento che dovrei imprimermi a fuoco nella testa ma si accettano amiche pronte a ricordarmi che il vestito da supereroe l’ho messo nell’armadio e non ne deve più uscire. Però sono ancora “bulimica”
buonanotte
Stella