di Pietro Pancamo
Un potere di sintesi tanto sviluppato e incisivo da sfociare quasi spontaneamente nella forza sgomenta del versicolo ungarettiano o nel respiro contratto e conciso dell’haiku. Ecco la silloge Per mano di Lucia Visconti, in cui parole talmente essenziali da apparire violente, e così precise da assumere i contorni di un’accusa, indicano “senza quartiere” nella discendenza di Adamo un utero impuro che – incapace da sempre di partorire la salvezza, perché reso sterile dallo sperma del male – aveva bisogno d’inseminazione artificiale.
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