Disse una volta Ingmar Bergman in una intervista rilasciata a un giornalista, nella hall di un albergo: ” Se mi chiede il fine generale dei miei film, rispondo che vorrei essere stato uno degli artisti che hanno creato la cattedrale di Chartres. Ma alludo, con questa idea, soprattutto a una cattedrale che rappresenta per me la vita culturale, l’attività artistica.
Ebbene io penso che ogni artista, soprattutto europeo, debba portare la sua piccola pietra per la costruzione della cattedrale. Si tratta solo di una piccola pietra, ma è molto importante. E’ il nostro dovere, il nostro unico modo di vivere, di esistere, perfino di respirare. Costruire la cattedrale significa combattere contro le ipocrisie, contro le ingiustizie, contro le guerre, contro l’oppressione, contro la menzogna. E’ una lotta difficile perchè se è vero che c’è chi vuole costruire, c’è anche chi vuole distruggere. E questa gente che vuole distruggere è tanta, ed è tenace. E’ così facile distruggere, ed è così difficile creare…. Ma anche se la cattedrale una volta costruita, può essere demolita e non esistere più, noi dobbiamo edificarla. Solo così saremo migliori.”
Edificare, costruire, credere in quello che si sente come vero. Si direbbe che l’uomo saggio oggi come ieri, sia quello che non si lascia irretire dalla corrente, che cerca di ricavare un senso compiuto della vita, aderendo a quello che abbiamo già inscritto dentro, e che è il valore dell’umano.