Nutrire il corpo e l’anima
Sono nata a Roma nel 1968 dove vivo con la mia famiglia di origine e quella da me creata. Ho un marito, Marco, e due bambini Alexandro e Maria Giulia e tanti amici. Oltre la moglie, la mamma e la casalinga sono laureata in economia e sono un consulente finanziario. Ho due passioni oltre i miei bambini, scrivere e cucinare. Nessuno dice mai di no ad un mio invito a cena e io non so resistere ad un libro sia esso un romanzo, un racconto o una raccolta di poesie. Cucino molto, scrivo poco ma chissà che questa avventura … Vi amo tutti, ciao
Stella Maria
per contattarmi scrivete a nutrireilcorpoelanima@gmail.com
non ho parole…
sapevo che eri una donna “fuori dal comune” ma tutto questo mi ha svelato una parte di te.. ….. che non trovo le giuste parole per definire…
Cosa dire.. sei un’amica, una vera amica, un punto di riferimento nei miei momenti difficili….ed ovviamente ti seguirò nella tua avventura…
Sei forte Stella………….
un abbraccio
ciao Annalinda,
grazie di cuore per le bellissime parole e soprattutto per l’amicizia che confessi
ti voglio bene anche io, non a caso sei la madrina di Maria Giulia la mia principessa.
un bacio
Cara Stella,
torno nel tuo blog e scopro che ha avuto una strana metamorfosi: non pubblichi più i tuoi scritti, ma ospiti quelli di tanti tuoi amici bloggers.
Non mi dire che hai appeso la penna al chiodo e…sei tutta presa dall’alta cucina!?!
Scherzi a parte, spero presto di rileggere qualcosa di tuo!
Un abbraccio,
Titti
Cara Titti,
ho reso pubblico agli amici il blog ma non lasciano commenti perchè si vergognano e non sanno che scrivere.
i bambini e il lavoro mi portano via tanto tempo e Marco ha trovato un luogo in cui scrivere.
e tante altre acose che ti dico quando ci vediamo
grazie un abbraccio
Stella
Stella,
sei moglie, madre, casalinga ma anche lavoratrice. Insomma sei una donna di oggi e, come tale, sempre di corsa.
Per questo ti mando una recensione di Antonella Pizzo su “Le donne che corrono” di Antonella Pedrinazzi - Edizioni il filo.
Antonella Pedrinazzi non è una scrittrice ma una donna che corre da mattina a sera, corre dietro i suoi innumerevoli impegni, di lavoro, di famiglia, di casa, d’ufficio, i figli, il marito, la cucina, la spesa, e poi, per non arrendersi al tempo, alla fatica del lavoro, agli impegni affettivi, perché dentro ha vent’anni anche se il suo corpo si rifiuta di crederci, va in palestra, va in piscina, fa l’aerobica. In tutto questo correre accade che Antonella per un attimo si distrae e non si accorge di quattro scalini, inciampa, cade, ruzzola, si rompe una gamba ed è costretta sua malgrado a fermarsi, il gesso pesa e non le consente di continuare a correre. Allora si rende conto d’aver sempre corso e si chiede se anche le altre donne corrono come lei, interroga così le sue colleghe, le sue amiche, chiede se anche loro corrono e perchè lo fanno. Scrive, in quella sua fermata obbligata, del suo correre e del correre delle altre donne. Antonella mi scuserà se questa mia lettura è una lettura fatta di corsa, ma ahimè anch’io sono una donna che corre dietro la famiglia, la casa, l’ufficio, lavoro fuori e dentro casa, e vado sempre di corsa, aspetto anch’io i miei quattro scalini che mi consentano una sosta di qualche giorno. Che strane che sono queste donne, sembrano delle folli, si muovono a velocità supersonica, se sono prese dall’ansia allora puliscono i vetri e lo fanno ogni giorno, o se rinvasano le piante ne rinvasano 20 alla volta, se cucinano lo fanno per un battaglione di soldati, ma l’ansia si deve pure sfogare in qualche modo. In mezz’ora la donna che corre riesce a fare la ceretta, la depilazione, il trucco, la doccia, le unghie, la tinta. Il volumetto ha la copertina azzurra e naturalmente c’è un’immagine di una donne che corre. Le intenzioni dell’autrice sono quelle di far sentire meno diverse queste donne, in una sorta di mal comune mezzo gaudio, sentirsi meno sole facendo parte di una categoria specifica: “donne che corrono”. In effetti le donne che corrono sono quelle donne che in nome della parità dei sessi hanno voluto lavorare fuori casa, sono “stupide e sciocche” donne che in nome della libertà si sono trovate nella situazione di dover lavorare non solo in casa ma anche fuori, donne che ricoprono due ruoli, che fanno due lavori. Il libro è autoironico e racconta con simpatia e affetto le vicissitudini di queste donne che nonostante il loro correre trovano ancora il tempo per sognare e per scrivere un libricino carino come questo, un omaggio alle donne corrono, che sono la maggioranza.
http://nuke.viadellebelledonne.it/Numerozero/AntonellaPizzoLedonnechecorrono/tabid/53/Default.aspx
Cara Titti,
mi è piaciuto così tanto che ne faccio un ost e spero di trovare il libro.
un abbraccio fortissimo e sincero, anche ad Antonella che non sento da tempo.
Stella
eccomi
tutto bene? spero sì. ciao a.
Stella,
fai male a scrivere poco, perché HARIEL, il tuo angelo custode, ti faciliterebbe molto!
Guarda cosa ho trovato su Internet.
HARIEL, il settimo CHERUBINO governa le energie Urano - Mercurio. Agisce dall’interiorità dei suoi protetti; orienta il loro intelletto verso la Scienza e verso la Spiritualità.
La persona deve evitare di criticare, di ironizzare, per far sgorgare dalle sue parole e dai suoi scritti, l’Amore, questo candore uraniano che rende bella ogni cosa.
E quando l’Amore scaturirà, HARIEL condurrà la persona verso la grande via della scienza, dell’arte o della spiritualità (oppure verso le tre vie contemporaneamente), secondo i desideri di quest’ultima.
Tutto ciò che la persona scriverà sarà esaltante e pieno di calore, testimonianza di purezza e verità.
HARIEL renderà la sua intelligenza brillante e vivace, dandole la lucidità che le permetterà di scoprire il cammino logico verso il successo, verso la riuscita morale e materiale. Grazie all’influsso di quest’Angelo la persona darà vita a opere basate sull’Amore: opere logiche, razionali, coerenti, realizzate come per una sorta di necessità, al di fuori di ogni sentimentalismo.
L’Amore si insedierà così contrastando con il suo calore il freddo rigore delle Leggi: contro la povertà, contro la malattia, contro la guerra, contro la fame nel mondo.
Questa persona sarà dunque il difensore delle più nobili cause: per sua virtù (e malgrado tutto), la Società umana imparerà ad amarsi un po’ di più.
Cara Titti,
il mio angelo custode è Nelchael dei Troni, fra gli angeli più potenti e il mio compito è coniugare la finanza con l’arte in genere, in particolare la letteratura. quindi non solo faccio bene a scrivere ma faccio bene anche a fare il “mecenate”
e posso dire di essere una dei pochi fortunati al mondo che ha sentito la “chiamata” e la segue anche se per un po’ ha privilegiato la finanza alla poesia ma in gioventù ha fatto il contrario, anche se ahimè, per motivi che non spiego, ho distrutto quasi tutto grazie alla “muffa” della cantina in cui avevo cestinato il mio lavoro.
un abbraccio
Stella
carissime…
posso saper qual’è il mio angelo custode…????
un saluto
annalinda
CIAO A.
si sto bene e va tutto bene.
Cara Annalinda
il tuo angelo custode è Mumiah
quello di Chiara è Veuliah, a proposito come sta il mio piccolo pestifero angioletto? la principessa?
quello di Massimo Lecabel.
se riesco vi faccio un post sugli Angeli, è tutto nella testa che in questo momento è un generatore ad alta potenza ma manca il tempo per scrivere. voglio un chip per registrare gli impulsi cerebrali
!!!!!!
ciao Titti,
esaudirò ulteriori curiosità privatamente prima di essere “scomunicata” per troppa new age
un abbraccio
Stella
Ciao Tesoro, è curioso il fatto che io possa vedere il tuo blog solo da casa, poichè dal lavoro l’accesso è interdetto (beh… mi metto nei panni del datore di lavoro, forse hanno ragione!).
Mi fa veramente piacere che tutto si stia sviluppando secondo quanto hai previsto (è così? sta andando meglio, peggio?), questo blog è veramente un accumulatore di energia per tutti coloro che lo sanno gestire accuratamente ed in modo intelligente.
Adesso sei di là con la piccola MG che fa un pò di capricci ed io che ti scrivo di qua. Una volta si scriveva da una nazione ad un’altra, oggi da una stanza ad un’altra (saremo gli unici?), col passare del tempo anche le distanze minime diventano piene di dettagli e complesse da osservare (ehi, non c’è nessun messaggio trasversale, è solo un pensiero estemporaneo!).
E sapere poi che la tua risposta potrò leggerla sul PC di casa, quando mi collegherò la prossima volta, sempre che tu mi abbia risposto.
Un bacio eterno (magari di persona, che dici !), prima del nostro prossimo incontro telematico ! Un abbraccio dei miei calorosi a tutti i navigatori di questo e di altri siti, che parlano con l’anima e sanno amare con gli occhi. Marco
ciao,
che dire? ora tutti penseranno che abbiamo dei problemi.
meglio attraversare la stanza non credi?
un bacio a tutti
Stella
care lettrici,
sempre nell’ottica delle donne che fanno troppo, oggi ho trovato questo su repubblica
Da Patricia Sprinkle un manuale per sopravvivere alle responsabilità
“Non si deve fare tutto quello che ci chiedono, ma solo ciò che ci rende sereni”
DONNE che fanno troppo. Donne energiche, volitive, toste, decise a non mollare. Eppure schiacciate dalle impegni e dai sensi di colpa. Donne sempre di corsa, che si dividono tra lavoro, mariti, figli, casa, amici, genitori. Senza tempo per sé. Donne stressate, rese inquiete da una perenne, sottile sensazione di inadeguatezza, spesso inconsapevole, ma che genera insoddisfazione e inquietudine.
Per risolvere il problema ci vorranno ancora almeno un paio di generazioni. Tanto è forse necessario per cambiare quell’atteggiamento culturale che, complici mariti e compagni troppo spesso inclini a delegare l’intero lavoro di cura, spinge le donne ad accollarsi ogni sorta di impegni per poi sentirsi irrimediabilmente travolte dalla mancanza di tempo. E se, intanto, di cambiare veramente le cose non c’è speranza, tanto vale tentare di organizzarsi per la sopravvivenza. Resistere, e aiutarsi con un palliativo fatto di analisi, pazienza e una buona dose di umorismo.
Si può utilmente cominciare da Donne che hanno troppo da fare, “come evitare lo stress e trovare la pace”, in uscita per Frassinelli il 3 giugno, scritto da Patricia Sprinkle, americana della Georgia, scrittrice di romanzi gialli, ma anche autrice affermata di manuali di self help. Un libro pragmatico e ironico, rivolto a chi vuole imparare a “fare meno”, a scegliere le priorità secondo le proprie esigenze e non per pura “bulimia del fare”. E a non disperdere risorse ed energie, per tenere in vita aspirazioni e desideri personali.
Se avete temo leggete l’intervista completa… ma il pezzo che segue lo trovo utilissimo….
Qualche consiglio, in poche righe.
“Crearsi una scaletta di priorità, un elenco di cose che non ci pesano. E cercare di dedicarsi soltanto a quelle. Individuarle è facile: basta scegliere quelle che, mentre le facciamo, non ci fanno guardare l’orologio.
Non trascurare i propri sogni; proporsi delle tappe, ogni mese, ogni anno. E andare lentamente. Dicendo “Sì”, quando ci impegniamo in qualcosa che risponde veramente ai nostri obiettivi e “No” a tutto il resto. Infine, dobbiamo convincerci che figli, mariti, parenti e colleghi di lavoro devono assumersi le loro responsabilità. E liberare il nostro tempo”.
Un saluto
annalinda
Cara Annalinda
il tuo commento merita la prima pagina perciò te lo trasferisco con la promessa di cercare tutto l’articolo e pubblicarlo
grazie da una “bulimica” che non sa come venirne fuori
Stella
amici e amiche carissime
quando trovate cose interessanti inviatemi una mail con l’articolo o il commento o quel che volete e ve lo pubblico in prima pagina come è giusto che sia
un bacio a tutti
Stella
2 luglio 1968 - 2008
BUON COMPLEANNO, Stella!
Anche se ci siamo sentite per altre vie, non posso non lasciarti anche qui i miei auguri di tutto cuore,
Titti
GRAZIE infinite
e son 40 ,potrei scrivere anche io “i miei primi quarant’anni”, certo non sono piccanti come quelli di Marina ma visto che le persone hanno voglia o di ridere o di piangere impegnandomi potrebbe essere un successo!!!
ci penso, chissà che non diventi famosa e magari anche ricca così cambio lavoro?
grazie ancora, sei fantastica
Stella