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Rose bianche

Cammini al mio fianco
E non ti curi di me;
Ora mi duole la tua mano bianca,
Il tuo dolce viso.

O dì come un tempo una parola cara,
Dimmi una parola sola!
Le ferite silenti ancora sanguinano,
Anche tu non hai pace.

Mi duole ora che la tua bocca
si chiude muta davanti a me,
Io l’ho baciata già migliaia di volte,
E mille altre.

Ciò che era allora sublime
Adesso spezza il cuore;
Lo sguardo che mi bevve l’anima
Come un estraneo mi sfiora appena.

Theodore Storm

di Nadia Agustoni

 

D’estate è ronzio luminoso

e sciamare come a una festa

la zeta in zzzzzzzz li arruffa

e li intona al gioco d’amore.

 

Ma può amare l’insetto?

O è timido e gira e s’abbuffa?

Che sia tanto turbato

da fare zzzzzzzz disperato?

 

 

M’è ignota ogni risposta.

L’insetto a volte è noioso,

oppure ci vuol solo dire

”a breve io devo sparire”.

 

Lasciatelo dunque giocare,

il gioco corto del cuore:

“è danza di alucce in tremore”

o è sera che cade vicino,

 

è l’ombra che fa a rimpiattino.

Libeccio

Adagiarsi lenti su ombre
Proiettate da noi su noi,
E ingoiare l’ultimo respiro
Di Libeccio che soffia
Distratto da parole
Abusate, violentate

Ti vedrò lì, dove sarai
Su coste minate dal mare
Inspessite dagli uomini

Fernando Coratelli

senza sapore

Quando tutti gli ingredienti sanno di niente puoi metterli tutti insieme perchè i sapori non si disturbano fra di loro, come nella zuppa del supermercato.

Per angelo

esce la morte
dalla buca
come la formica
per riportare al buio
il chicco.

F.Arminio

Apocalisse

Quando la notte sarà nera come il sole

E il giorno bianco come l’ombra della luna,

senza dita e senza bocca  busserò alla sale delle cerimonie

e senza voce saluterò a voce alta:

Buon giorno e Buon mezzodì

E Buona sera.
Continua a leggere

Non est hic

Leggere il Vangelo, studiarlo ogni giorno, adattarlo alla vita quotidiana, renderlo semplice perchè possa essere compreso da tutti, questo è uno dei compiti del sacerdote ma sono un’infinitesima  percentuale quelli che veramente lo fanno.

la letteratura ecclesiastica è piena di libri scritti da studiosi delle Sacre Scritture ,soprattutto da autori stranieri molto spesso laici e non credenti, se non di altra fede, eppure rimangono negli scaffali, spesso senza traduzione perchè i sacerdoti hanno altro da fare.

Sì hanno milioni di cose da fare ma in un’epoca in cui si sono persi i valori veri, i principi, la buona educazione, il rispetto, il senso civico, dove l’apparire è tutto e il vuoto impera nei discorsi, nelle trasmissioni, nella mente. In un’epoca dove conta solo il successo, i soldi, l’egoismo e l’avidità la fanno da padrone, l’Amore che fine ha fatto? le cose semplici di ogni giorno che fanno vivere bene, il sorriso donato senza aspettative, tutto ciò che da autoconsapevolezza e felicità terrena, dove sono?

I sacerdoti lo sanno, chi vive in periferia, in città, giocando la sua vita ogni giorno, rischiando di apparire solo un povero illuso lo sa, ma questo contatto con l’uomo lo convince ogni giorno di più che in fondo tutti cerchiamo solo Dio, cerchiamo un Amore più grande che ci riempia il cuore, facendoci relegare tutti gli “effetti speciali” del nulla nel posto dove deve stare, in una scatola di plastica da riciclare.

Una speranza c’è, un Uomo c’è la donata, è solo ora di riscoprirla  allora il sacerdote scende dall’altare e và, fuori della chiesa, della parrocchia, del quartiere, della città per raggiungere e donare quell’Amore attraverso il suo sapere ,messo a disposizione di chiunque ne ha bisogno anche in un blog, anche in un libro, senza attendersi nulla in cambio, perchè la missione è far conoscere e donare l’Amore da troppo tempo relegato in un Sepolcro.

Non est hic

non ho mai vagheggiato di baciarti
ma certo oggi ti avrei baciata a lungo
le ginocchia come un pellegrino
come un prigioniero appena uscito
dalla cella.
se tu restavi ferma sarei sceso
lungo la tibia
verso i piedi
e poi verso la terra.

Franco Arminio

Nell’assenza

Desideriamo spesso ciò che ci manca.
Fra i tanti auguri ricevuti – tutti molto
affettuosi, alcuni con parole
da incanti – non c’era il tuo. Per i miei giorni
quello più importante.
Di solito eri la prima
a regalarmi un bacio, un pensiero audace,
l’allegra sorpresa della rima.
Dove sei finita tutto il giorno?
In quali traffici ti sei impigliata?
Vana l’attesa di un messaggino,
di una email, di una tua chiamata.
Impegnata nelle tue faccende
ti sei dimenticata di me.
Ho sperato a lungo nella tua apparizione.
Poi, con la coda tra le gambe, ti ho immaginata
persa nell’entropia universale.

Donato Salzarulo

Il commiato come un arrivederci, un dono prezioso ai lettori fedeli e a chi ti ha dato l’opportunità di raggiungere un altro pubblico, chi ti accolto nella sua “famiglia” e nel suo cuore fra gli amici.

Nelle parole non un addio ma un arrivederci a un tempo in cui la vita chiederà meno presenza materiale lasciando spazio al cuore e alla poesia, fonte di vita e libertà dell’anima.

ciao Francesco a ritrovarti presto qui e a seguirti dove comunque strapperai il tempo al tempo per donarci cuore e anima. grazie per il tuo bellissimo regalo che si compie in unità dopo averci regalato frammenti eterni di una vita che passa lasciando segni indelebili.

ciao Francesco ti verrò a cercare per lasciarmi scaldare il cuore e dal mio ti mando un abbraccio e l’augurio di giorni sereni e tempo, tanto tempo da donarci QUI o altrove.

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