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Archive for giugno 2008

Nel doppio binario su cui cammina la Dea Ragione si incontra di tutto. C’è chi preconizza l’avvento dello Spirito Assoluto, ma c’è anche chi proclama: “L’uomo è ciò che mangia”. Per di più, i binari non sono paralleli: ogni tanto si intersecano, si scambiano idee, se le prestano e se le restituiscono. Marx mette insieme la dialettica di Hegel e il materialismo di Feuerbach. Spencer sostituisce la dialettica con l’evoluzione. Nietzsche aggiunge la volontà di potenza, il superuomo e l’eterno ritorno.

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di Massimo Sannelli

Tra un periodo morto e uno che emette segnali – ma molti, esageratamente molti – il più caro è il secondo. Perché oscilla tra le possibilità: oboe comune, oboe d’amore, corno, flauto. Si tratta di utilizzi diversi del fiato; e dello studio che si autoimpone; non è la violenza; no: perché è voluto; sì, ma è preso, e – dopo preso – sofferto, analizzato e fatto a pezzi, ora stesso.

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Una letteratura completa vuole l’alleanza tra dire e non dire, aspro e non aspro. E l’uomo completo non dissocia la bontà da ogni cosa. Non pronuncia altro che il bene. Quindi: questa mi sembra la perfezione, e in me non la vedo. // Con poco sforzo, e in poche decine di minuti, la fine non coincide con l’inizio, ma lo integra. Nemmeno questo poco è disprezzabile: se vale, è un effetto buono dopo cause minori e note. Ne sono (stato) lo schiavo per mesi e anni: // l’oggetto e non il soggetto; l’oggetto è oggetto di un uso; più tardi, consapevolmente, non si è più schiavi, né il servizio continua. Finita l’estate del superlavoro, l’inverno può invocare la calma, in tutti i modi. // Ad esempio, tre cose verranno meno: *la parola senza santità, la speranza con esaltazione, la necessità di dimostrare*. A poco a poco, saranno deviate in un altro campo, tempo, mondo; quindi scompariranno.

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Ed ecco il ribaltamento alla maniera di Raymond Chandler: credevamo che l’argomento di Anselmo volesse dimostrare che Dio esiste, ma in realtà dimostra tutt’altro.
Kant era già quasi arrivato a dirlo a chiare lettere, ma se ne era trattenuto per una specie di timore reverenziale. Si era limitato a dire che l’argomento ontologico non contiene errori e dunque non è criticabile, ma che non raggiunge lo scopo per cui era stato pensato. A duecentoventisette anni di distanza, possiamo fare qualche passo avanti su questa linea di pensiero.

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Roma, 25 giugno 2008

Ieri il mio Alexandro ha compiuto 5 anni e come ogni anno la mattina del suo compleanno vado in chiesa alla Santa messa delle 8.30 per ringraziare.

Ieri il mio parroco, nonché mio amico, ha detto una cosa bellissima: “… è il giorno della riconoscenza … bisogna ringraziare chi ci avvicina e ci fa conoscere il Cristo …” così fece il Battista, mi sono commossa e due lacrime sono scese, spero non le abbia viste nessuno.

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(Nascita di San Giovanni Battista
pittore veneto del XVII,
olio su tela, cm 128 x 206
Duomo Vecchio, la pIeve di Santa Giustina, Padova)

Giovanni è il suo nome.
Dal Vangelo secondo Luca

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(San Giovanni Battista di Caravaggio)

(fonte Wikipedia)

Giovanni il Battista (venerato da tutte le chiese cristiane e santo per tutte quelle che ammettono il culto dei Santi) è una delle personalità più importanti dei Vangeli, e la sua vita e predicazione sono costantemente intrecciate con l’opera di Gesù. Insieme a quest’ultimo, Giovanni Battista è presente anche nel Corano, come uno dei massimi profeti che precedettero Maometto.

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Per mano

di Pietro Pancamo

Un potere di sintesi tanto sviluppato e incisivo da sfociare quasi spontaneamente nella forza sgomenta del versicolo ungarettiano o nel respiro contratto e conciso dell’haiku. Ecco la silloge Per mano di Lucia Visconti, in cui parole talmente essenziali da apparire violente, e così precise da assumere i contorni di un’accusa, indicano “senza quartiere” nella discendenza di Adamo un utero impuro che – incapace da sempre di partorire la salvezza, perché reso sterile dallo sperma del male – aveva bisogno d’inseminazione artificiale.
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