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Archive for 21 luglio 2008

Paolo Cacciolati

Ho poco da aggiungere, rispetto a chi mi ha preceduto, sui racconti che compongono questa raccolta di Fabrizio.

Io leggo, leggo questo libro arrivato a casa mia per vie non solo postali, leggo molte altre cose, forse troppe cose, e mentre leggo faccio una fatica (quasi sempre) bestiale a recuperare un senso, anzi il senso, delle pagine aperte davanti a me. Tutto (o quasi) mi sembra inutile, già letto e già detto. Tranne in qualche caso. Uno di questi è il libro di Fabrizio. Limpido, nella predisposizione alla ricerca di eternità, come suggerisce il titolo, ma eternità per chi? per i protagonisti dei racconti? per i lettori? e per l’autore? Chi è Fabrizio Centofanti? E’ un prete? E’ uno scrittore? E’ uno che combatte ogni giorno contro tremendi mulini a vento? O è semplicemente un uomo, come tutti noi, che cerca anche per sè, oltre che per gli altri, una via per l’eternità? Ecco, vorrei mettere l’accento su quest’ultimo punto, perchè mi piace leggere questo libro non tanto come una raccolta di racconti, quanto come una specie di romanzo di formazione, composto sì da tanti episodi, da tante particelle diverse che sono le persone e le storie di cui ci parla, ma che alla fine si riassemblano in un unico mosaico il cui disegno complessivo è dato dalla tensione dell’autore verso il proprio, lo sottolineo, il proprio, percorso per l’eternità. Percorso condiviso, comune, ecumenico, tutto quello che vogliamo, ma secondo me prima di tutto suo, nella sua unicità di uomo, come tutti noi. E proprio qui sta il bello, perchè altrimenti, se leggessi questo libro “solo” come una testimonianza e non come una dolorosa ma necessaria bildungsroman (ecco, l’ho scritto, chè quando si parla di romanzo di formazione mica uno può esimersi dall’usare cotanto parolone), faticherei ad avvertire la pacifica potenza della scrittura di Fabrizio, a decifrare quella corrente sotterranea che attraversa l’anima dei protagonisti di queste storie.
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Marco Guzzi

Una riflesione di Marco Guzzi dal titolo: “Montale, i due io, e la svolta dei tempi”

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