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Archive for novembre 2008

Biografia di una pancia

Era un bambino nato con la pancia, come tutti i bambini, ma lui era nato con due costole, le ultime due, che sporgevano di parecchio e visto di profilo il bambino con la pancia sembrava avere una pancia quadrata. Questo bambino ha la pancia quadrata, disse la madre al dottore….

Questo è l’inizio del racconto di Marino Magliani, come dire? quando uno scrittore è bravo e rasenta la genialità, qualsiasi cosa può essere lo spunto per un pezzo bello nel suo avere uno stravagante soggetto biografico: la pancia.

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rassegna-macbeth3

Massimo Sannelli esegue
ESERCIZIO SU MACBETH

nella rassegna “corti d’un quarto”

sabato 29 novembre 2008, ore 21

TEATRO CASTALIA
Via di Monteverde, 57/a
Roma
http://www.lafontedicastalia.it

ingresso euro 8

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Poesie di Enrico De Lea

Continua, Enrico a scrivere poesie che raccoglie sotto il titolo “Digressioni sulle torri joniche

Sì, d’una qualche si pasce vampa
da vino amarenato, empito
del sollazzo del ciliegio, durezza
da bastone che solca la selvatica
invasione delle siepi, dei rovi
augurali delle more. In un’elevazione
dalla caccia all’uomo, bandito e forestiera
bevono, amanti, le stagioni del fogliame:
si recano a una sorte segnata di visione
all’altura della Rocca Castello.
E’ pura roccia, calcare
nei calcagni gementi tra poco, nelle storie.

QUI E ANCORA

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Le verità di Gaber

Giorgio Gaber di verità ne ha dette tante, su se stesso e su questa società, con occhio critico e addolorato per sogni che ha visto svanire, ideali che ha visto morire. Nel dire che la sua generazione ha perso sintetizza l’amarezza di chi ha visto i sogni di un mondo libero, giusto e democratico, morire.
In questo pezzo sul comunismo ci racconta i sogni e le speranze di chi aveva vissuto il dopoguerra, quando i politici erano degli uomini con delle idee vere e giuste ma l’amara conclusione è questa: due miserie in un corpo solo. E non è valida solo per quest’ideale.

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Prometeo di Massimo Sannelli

Massimo Sannelli continua a preparare il suo spettacolo “Prometeo” e così ne vengon fuori ispirazioni e riflessioni nuove di una mente in continuo fermento.

«il principio delle opere è la mente»

se c’è. il suo fine è non avere limiti.

le sorelle e i fratelli

guardano queste cose?

*
un giorno avrete visto

che un uomo esce dall’acqua

vivo. è il nuovo spettacolo

io vedo. quello è un vivo,

dentro l’acqua; e fuori

osserva i panni andati,

ma sono asciutti – *è morto* –

allora è morto, è vivo

anche lui. anche lui

è morto. perché è andato?

e no, c’è ancora è ancora

vivo. che cosa c’entra?

[fervore, ansimando, esagerato]

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La fine dell’amore

di Aldo Nove


Svolgimento


La fine dell’amore sono quelle
cose che aprendo il frigo vedi messe
in ordine da mesi una sull’altra
da una persona che ora non c’è più,
allineate come questi cazzo
di yogurt lì dai tempi in cui l’amore
era vivo come i fermenti lattici
che lei comprava (insieme con i propoli).

 
Ma a me lo yogurt non piace: ce l’ho
nel frigo dalla fine di novembre,
tre barattoli. Mi viene da piangere.
All’ombra del prosciutto…

 
Chi ha il coraggio
adesso di buttarli? E quanto dura
nel tempo questa merce già scaduta,
coi pezzettoni di frutta, la data
di produzione cancellata dalle
perdite del melone nel ripiano
di sopra, e questo strazio, questi tre
barattoli di yogurt nel dolore
dei giorni, sopra gli scaffali, tra
la confezione della maionese
e questi trentasei miei anni pieni
di sofferenze e dubbi e gioie e creme
alla nocciola, simili a Nutella?

 
(Nella memoria tutto si confonde)…

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Droghe

Scrivere poesia, prosa, di fantasia o di vita reale, a qualsiasi ora del giorno o della notte, come viene o in base ai ricordi che si riaffacciano liberi. questa è una droga, meno dannosa di quelle vere, degna di lode se il risultato è un’arte profonda e delicata come lo scrivere di Fabrizio Centofanti.

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