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Archive for gennaio 2009

Oscar Farinetti è il creatore di Eataly. E’ un imprenditore intelligente con un gran senso degli affari, un vero talento. La sua storia è raccontata ora in un libro scritto da Anna Sartorio dal titolo “Il mercante di utopie“. Lo ha letto e ce ne parla Alberto Pezzini nel suo stile particolare e quasi poetico di recensire libri.

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Il segreto della matematica? Partire da un ipotesi seza logicae dimostrare da essa il possibile. La matematica è una scienza esatta, logica, razionale. Matematica e fede convergno? o esiste la solita vecchia “credenza” che un uomo di scienze è ateo e quindi che la scienza non può incontrarsi con Dio? Personalmente, poichè so che l’uomo è creatura divina, ciò che la sua mente crea non può prescindere dal Creatore. Ma cosa ne pensa un grande matematico come Massimo Buscema?

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1943 – 8 Settembre

 

La cascina del padre di Piero risultava difficile a vedersi dalla strada principale. Posta in fondo ad uno stretto budello in discesa ed in gran parte nascosta da una frondosa quercia secolare era il posto giusto per chi volesse appartarsi, qualunque ne fosse la ragione.

I tre giovani, raccolti intorno ad un pacchetto di Africa ed un fiasco di vino buono, festeggiavano.

Dal settembre del trentanove, in verità, v’era stato ben poco da festeggiare.  Se da un lato la guerra esaltava coraggio e sacrificio dei soldati italiani, dall’altro  metteva a nudo l’impreparazione ed il pressapochismo di una classe politico-militare che l’aveva così fortemente voluta. 

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Se tu mi dimentichi

Mentre leggete questa bellissima poesia di Pablo Neruda ascoltatela con la voce di Ferruccio Amendola

Voglio che tu sappia
una cosa.

Tu sai com’è questa cosa:
se guardo
la luna di cristallo, il ramo rosso
del lento autunno alla mia finestra,
se tocco
vicino al fuoco
l’impalpabile cenere
o il rugoso corpo della legna,
tutto mi conduce a te,
come se ciò che esiste,
aromi, luce, metalli,
fossero piccole navi che vanno
verso le tue isole che m’attendono.
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Il sogno di Martin

“Cantare tutti lo stesso spiritual” questo era il sogno di Martin Luther King e per quel sogno è morto.

e voi avete un sogno da realizzare?

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                                                                                                                                                 nevicata20del202220-23-24-febbraio20202005200091

 

Al saggio tutta la terra è aperta

perché patria di un’anima bella

                                                                                                                                                                                 è il mondo intero

                                                                                               

                                                                                                                                                                                Democrito

 

 

 

1975

 

Un altro mondo, davvero.

Gelido d’un bianco silenzio.

Lenta, la carrozzella varca l’arco in pietra con all’apice la croce cristiana, l’uomo rincalza il plaid su quelle gambe immobili ormai da tempo ed il giovane, in piedi dietro di lui,alza il bavero del montone.

La neve copre inviolata il piccolo cimitero, una miriade di riflessi frange su di essa un pallido sole e l’aria pungente offre un senso di vertigine ed appagante euforia mentre le ruote tagliano solchi nei quali affiorano piccoli ciotoli di ghiaia.

Il custode impreca fra se – Possibile che certa gente non abbia di meglio da fare che venir qui a quest’ora – berretto calato sugli occhi e mani nelle tasche della giaccavento li segue con lo sguardo alcuni istanti – Per far cosa poi ?  Cercano un posto dove gli unici fiori sono i  papaveri  fra le erbacce. E in inverno, neppure quelli –

Poi, di malavoglia, si avvia dietro di loro.

 

Paolo Campana

 

 

 

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Poesie di Milo De Angelis

Vedremo domenica

*

Tutto era già in cammino. Da allora a qui. Tutto
il tempo, luminoso, sfiorava le labbra. Tutti
i respiri si riunivano nella collana. Le ombre
di Lambrate chiusero la porta. Tutta la stanza,
assorta, diventò il primo battito. Il nero
dei tuoi capelli contro il giallo dell’ultimo raggio.
Da allora a qui. Era il primo giorno dell’estate.
Il silenzio ci riempiva la fronte. Tutto era
già in cammino, da allora, tutto era qui, unico
e perduto, nostro e remoto, ardente. Tutto chiedeva
di essere atteso, di tornare nel suo vero nome.

Questo è solo l’inizio di una poesia dal titolo Vedremo domenica dalla raccolta Tema dell’addio di Milo De Angelis

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