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Archive for gennaio 2009

Impronte sull’acqua

Alcune dele poesie di Francesco Marotta sono già state pubblicate su questo blog e sappiamo quale sia la profondità dei sentimenti che ne traspare così come la forma stilistica. Oggi l’autore le ha raccolte in un libro dal titolo “Impronte sull’acqua“.

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Poesie di Lucia Pinto

D’altro canto

Pure le nuvole hanno le lune in petto
e bocche appese come cristo ai muri
per tutte quelle volte che si stendono alle foglie
per tutti i gusci che s’ammalano di neve

Pure le nuvole hanno le lune in petto
e tralci tesi a trappole di tuono
semi cremisi
fionde di galaverna
dalla chimera livida del vuoto

E baci profilati
doppio taglio
bislunghi sulla notte
che allaccia il giorno al giorno

altre poesie di Lucia Pinto QUI

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Cosa rimane di quella terra fertile di cultura e che vide la nascita di un uomo che cambiò il mondo e di una religione destinata a sconvolgere l’esistenza umana? Se lo chiede Enzo Bianchi e prova a risponderci.

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Tesi di laurea

Quella che segue è la domanda effettivamente posta a un esame di chimica all’università di Maynooth (Irlanda): la risposta di uno degli studenti è stata talmente convincente che il professore non ha potuto trattenersi dal presentarla ai propri colleghi e divulgarla in rete.
Domanda bonus: ** L’inferno è esotermico (assorbe calore) o endotermico (perde calore)? **
La maggior parte degli studenti ha risposto, rifacendosi alla legge di Boyle, che il gas in espansione si raffredda e la temperatura sale con l’aumentare della pressione, o cose del genere.
Uno studente ha invece svolto la seguente tesi: Innanzitutto dobbiamo scoprire come si modifica la massa dell’inferno nel tempo. Per fare ciò abbiamo bisogno di conoscere il numero di anime che vagano nell’inferno e il numero di quelle che invece lo lasciano. Io sono dell’opinione che si possa stabilire con un certo grado di certezza che le anime che finiscono all’inferno non lo lasciano più. Di conseguenza nessuna anima lascia l’inferno. In riferimento alla questione di quante anime abitino l’inferno, possono venirci in aiuto le visioni delle molte religioni esistenti. Secondo la maggior parte di esse dobbiamo credere che si finirà all’inferno se non si ha fede in esse. Poiché le religioni sono in concorrenza tra di loro, e poiché non è possibile appartenere a più di una di esse dobbiamo concludere che in ultima analisi tutte le anime finiranno all’inferno. Se consideriamo il ritmo delle nascite e delle morti dobbiamo aspettarci che il numero delle anime all’inferno sia in crescita esponenziale. A questo punto prendiamo in considerazione il cambiamento delle dimensioni dell’inferno. Poiché secondo la legge di Boyle il volume dell’inferno deve espandersi in modo proporzionale alla crescita del numero delle anime, cosicché temperatura e pressione dell’inferno rimangano costanti, abbiamo due possibilità.
(altro…)

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Ritratti di Poesia

Il 22 gennaio nel prestigioso spazio del Tempio di Adriano in Piazza di Pietra a Roma si terrà la terza edizione della manifestazione “Ritratti di poesia“. Quest’anno sarà dedicato uno spazio ai web di letteratura ove sarà presente La Poesia e lo Spirito, il secndo blog letterario per importanza in Italia.

L’invito è rivolto a tutti per maggiori informazioni su LPELS

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Prometeo

«il principio delle opere è la mente»

se c’è. il suo fine è non avere limiti.

le sorelle e i fratelli

guardano queste cose?

*
un giorno avrete visto

che un uomo esce dall’acqua

vivo. è il nuovo spettacolo

io vedo. quello è un vivo,

dentro l’acqua; e fuori

osserva i panni andati,

ma sono asciutti – *è morto* –

allora è morto, è vivo

anche lui. anche lui

è morto. perché è andato?

e no, c’è ancora è ancora

vivo. che cosa c’entra?

[fervore, ansimando, esagerato]

 

Questo è un piccolo brano di Prometeo messo in scena da Massimo Sannelli che sarà a Roma al teatro Manhattan il 16, 17 e 18.

altre informazioni potete trovarle su:

http://rebstein.wordpress.com/2009/01/08/prometeo-di-massimo-sannelli/#more-6294

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L’arte di perdere

Facebook, un portale di incontri, di chat, un modo per farsi conoscere e ingannare ma anche un posto dove condividere interessi, trovare cultura e messaggi dal cuore. Le distanze di si annullano e la cultura cresce. Così capita di incontrarsi e trovare una poesia di Elizabeth Bishop.

L’arte di perdere non è una disciplina dura
tante cose sembrano volersi perdere
che la loro perdita non è una sciagura.

Perdi qualcosa ogni giorno. Accetta la tortura
delle chiavi di casa perse, delle ore spese male.
L’arte di perdere non è una disciplina dura.

Esercitati a perdere di più, senza paura:
luoghi, e nomi, e destinazioni di viaggio.
Nessuna di queste perdite sarà mai una sciagura.

Ho perso l’orologio di mia madre. Era
mia ed è svanita – ops! – l’ultima di tre case amate.
L’arte di perdere non è una disciplina dura.

Ho perso due vasti regni, due città amate,
due fiumi, un continente. Mi mancano,
ma non è mica un disastro averle perdute.

Nemmeno perdere te (la figura, la voce allegra
il gesto che amo) mi smentirà. È chiaro, ormai:
l’arte di perdere non è una disciplina dura,
benché possa sembrare (scrivilo!) una sciagura.

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