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Archive for 9 febbraio 2009

Pronto soccorso

ecco la visione: il mondo
è steso dentro un’ambulanza
e noi giriamo con lui
e ogni tanto proviamo a rianimarlo.
non ci è concesso di gioire
stare stesi sotto la corrente viva
che senza sforzo ci trascina.
è come se la morte fosse diventata
l’aria naturale della vita
e noi premiamo su ogni cosa
come si preme il petto
a chi si è fermato il cuore.
eccolo, batte ancora,
ma poi si ferma, si ferma di nuovo
e ancora qui a premere
e mentre lui riparte
ci fermiamo noi.

Franco Arminio

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1975

 

Sul viale principale s’affacciano le tombe più ricche.

Impreziosite da statue, marmi e graniti rimarcano la discriminazione che i vivi  fanno anche nei confronti dei morti.

Oggi, per una volta, la neve uniforma ogni cosa ed anche i fiori del primo novembre appena trascorso smorzano i colori sotto il suo peso.

Andrea spinge senza fatica la carrozzella con su il corpo del nonno, sunto dagli anni e dalla malattia, sino a quando il custode si ferma davanti ad una costruzione grigia alla quale neppure la neve ha restituito un po’ di luce << Ecco, questo è l’ossario comune >> dice indicandone la cupola col dito << Quello che cercate è proprio qui dietro, non potete sbagliare. Io le chiamo “ tombe dei senzanome “ anche se a dire il vero qualcuna il nome ce l’ha ma chissà che gente era se li hanno lasciati lì in quel modo >> aggiunge sorridendo fra se.

Un sussulto appena percettibile anima gli occhi spenti di Paride Bonelli.

<< La vostra dovrete trovarvela da soli però, io non vi  accompagno perché ho da vedere il becchino. Eh già, la gente muore anche con questo tempaccio sapete >> aggiunge voltando le spalle.

 

Paolo Campana

75

 

 

 

 

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