Feeds:
Articoli
Commenti

Archive for febbraio 2009

 

1975

 

Sul viale principale s’affacciano le tombe più ricche.

Impreziosite da statue, marmi e graniti rimarcano la discriminazione che i vivi  fanno anche nei confronti dei morti.

Oggi, per una volta, la neve uniforma ogni cosa ed anche i fiori del primo novembre appena trascorso smorzano i colori sotto il suo peso.

Andrea spinge senza fatica la carrozzella con su il corpo del nonno, sunto dagli anni e dalla malattia, sino a quando il custode si ferma davanti ad una costruzione grigia alla quale neppure la neve ha restituito un po’ di luce << Ecco, questo è l’ossario comune >> dice indicandone la cupola col dito << Quello che cercate è proprio qui dietro, non potete sbagliare. Io le chiamo “ tombe dei senzanome “ anche se a dire il vero qualcuna il nome ce l’ha ma chissà che gente era se li hanno lasciati lì in quel modo >> aggiunge sorridendo fra se.

Un sussulto appena percettibile anima gli occhi spenti di Paride Bonelli.

<< La vostra dovrete trovarvela da soli però, io non vi  accompagno perché ho da vedere il becchino. Eh già, la gente muore anche con questo tempaccio sapete >> aggiunge voltando le spalle.

 

Paolo Campana

75

 

 

 

 

Read Full Post »

Capro espiatorio

Uggiola alla fessura, cagna-luce.
Qualcuno il mio sonno ha legato
quattro zampe in un mazzo. All’aurora
chi aprirà? Voglio alzarmi. Ho paura.
Nel pozzo del cranio
– senza uscita -. Nel buio sacrario
sconsacrato. (La luce come un’unghia
sotto le porte). Capro espiatorio
già caduto sul fianco, otre di sangue
già mezzo vuoto – come scalci ancora
forte, mia vita.

Questa poesia è tratta da “Il tredicesimo invitato” di Fernanda Romagnoli.

Read Full Post »

Mele Rosse di Luigi Manzi

Poesie raccolte in un’unica edizione dal titolo Mele Rosse pubblicate online da Feaci edizioni.
Poesie che dovrebbero passare alla carta stampata per gustare attraverso il tatto, lo sfogliare delle pagine, la semplicità, la linearità e il gusto dolce ma un po’ pungente delle mele rosse. Così straordinariamente lucenti e vivide da catturare lo sguardo e il desiderio fino ad allungare la mano per gustarne il peccato nell’accarezzare il cuore o abbandonarsi all’oblio o il dolce veleno di riflessioni profonde e amare del vivere quotidiano.

Read Full Post »

« Newer Posts