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Archive for aprile 2010

Aldo

… Gli ultimi giorni, quando il male lo stava consumando sempre più rapidamente, il sacerdote li ha passati correndo dietro al suo barbone: un affanno finito qui, nell’obitorio gelido, pieno di pulci insoddisfatte. Ma la cura tenace ha trasformato questo inferno in un sepolcro nuovo, un giardino fuori del tempo. Un uomo dalle vesti bianche accoglie i parrocchiani che piangono Aldo, alcolista e puzzolente, e annuncia loro: perché cercate tra i morti colui che è vivo? Non è qui, è risorto. Le pulci e i pidocchi non capiscono: loro hanno altro a cui pensare.

Fabrizio Centofanti

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Il classico

Qualche tempo fa è uscito sul Domenicale del Sole 24 ore un interessante articolo di Andrea Casalegno, dal titolo L’attualità inattuale del classico. Da buon allievo di liceo classico, Casalegno svolge un ragionamento in tesi, antitesi e sintesi per dimostrare l’assunto del titolo. Io che come ginnasiale ero scarsuccio non posso fare a meno di inserire una dubitativa in quell’assunto, e volgerlo in forma di domanda: è davvero ancora attuale l’inattualità del classico? Sgombriamo il campo da un primo equivoco. Qui non si parla di attualità e di attuale come un qualcosa di aggiornato, al passo con i tempi, quasi “cool” e modaiolo. Forse in questo caso è opportuno rifarsi al significato originale del termine “attuale”, come una cosa che è in atto, in effetto, derivante dal tardo latino actualis – “attivo”-, usato nel senso di “ciò che esiste”, ma più tardi anche nel senso di realtà ed efficacia. Ed è proprio su questo punto che si concentra l’assunto di Casalegno. Il liceo classico è attuale in quanto efficace. A me qualche dubbio rimane, premesso che giammai vorrei vedere il fantasma del liceo classico volgersi al sottoscritto esclamando: Tu quoque, Paule fili mi!

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