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Archive for ottobre 2013

La poesia e lo spirito

Yehoshua
di Barbara Pesaresi

Fabrizio Centofanti in Yehoshua racconta essenzialmente una storia d’amore. E se Yehoshua è il sognatore con la faccia da poeta, (pag. 27) allora la poesia diventa rifare il mondo, dopo il discorso devastatore del mercadante (David Maria Turoldo).

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All’ultimo traguardo

La poesia e lo spirito

da qui

Vorrei suonare così, senza sforzo
apparente, con mani vellutate
sui tasti della vita, pause lievi
sospese sulle gioie e sui dolori,
scatti improvvisi di rabbia e paura,
sussulti di passione, come due
che si amano nel bosco, mentre il sole
tramonta piano piano, nella mente,
lasciando che da dentro nasca un sogno
di note che s’inseguono cantando
canzoni solo nostre, variazioni
sul tema dell’amore e della morte,
tagliare il nastro all’ultimo traguardo
con il cuore che batte ancora forte,
danzando.

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La poesia e lo spirito

DA REPUBBLICA

 
Forse è venuta l’ora di dire in termini chiari che l’imperatore è nudo: in Italia, e in tutti i Paesi dell’Unione europea immersi nella crisi. Non ha più scettro né manto.
E non è vero quello che i nostri capi di governo vanno dicendo: che saremmo in mano alla trojka di Bruxelles, se svanisse il bene molto equivoco di una stabilità politica che dipende dal condannato Berlusconi.
Quel condizionale  –  saremmo  –  va sostituito con l’indicativo. L’Italia non rischia commissariamenti se cade il governo Letta, così come non li rischiava quando caddero Berlusconi o Monti, perché da tempo siamo sotto tutela. I nostri imperatori sono oltre che nudi, finti. La stabilità tanto vantata, da salvare ad alti costi, è in realtà stasi sanguigna, imperio di un’oligarchia che fa capo non a un re ma a un reggente.
Nel vocabolario Treccani, reggente è colui che “esercita le funzioni…

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La poesia e lo spirito

Gianni Bonina, Busillis di natura eversivaGianni Bonina, Busillis di natura eversiva, Barbera editore, 2008, pp.189, € 14,00

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di Giovanni Inzerillo

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«Un paesino montano inscena il teatro, o teatrino, della storia non scritta dei Cruise in Sicilia, storia non vera ma verosimile e perciò come avvenuta: dramma o sceneggiata, opera dei pupi o pantomima di un destino collettivo. Molto siciliano. E dunque italiano.»

Così recita la quarta di copertina dell’esordio narrativo di Gianni Bonina (più recente è il romanzo dal titolo I sette giorni di Allah, Sellerio 2012) edito in origine dalla casa editrice Lombardi e poi ripubblicato per i tipi dell’editore Barbera.

L’arrivo del terrorista Monti a Roccasalva, come a richiamare la storia del palazzeschiano Perelà, apre la vicenda e scatena un funambolico susseguirsi di eventi: scuote il piccolo paese da sempre assuefatto alla statica immobilità del tempo; rompe l’omertoso silenzio dei suoi abitanti; turba le in-coscienze di potenti e prepotenti…

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La poesia e lo spirito

da qui

Come fare a trasmettere un’urgenza? Come convincerli che il tempo è divenuto breve, che da quando hai parlato del regno il regno è qui, cresce mattone su mattone, e chi ne resta fuori rischia di morire assiderato, travolto da passioni fuorvianti, dalle tempeste invisibili dell’ambiguità?

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