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Archive for the ‘recensioni’ Category

di Rita Pacifici

Ho conosciuto Luigia Sorrentino, ancora prima di leggere i suoi versi, lungo le strade della poesia. Quegli spazi reali, piazze vie di città italiane, che diventano in alcuni periodi dell’anno festosi cenacoli letterali. Non si può restituire l’emozione di quegli incontri dove le voci dei poeti, da invisibili compagni di vita si incarnano in presenze concrete e vicine. Oppure dove, all’inverso, un incontro fortuito si trasforma in una nuova esperienza conoscitiva, e ci si muove dal poeta ai suoi testi trovando, come in questo caso con la Sorrentino, consonanze profonde, forse perché tutti “siamo di questa terra, la terra dei gerani e dei cento canarini gialli”, come recita un verso della scrittrice napoletana.

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La trama.

Don Gaetano è uomo tuttofare in un grande caseggiato della Napoli popolosa e selvaggia degli anni cinquanta: elettricista, muratore, portiere dei quotidiani inferni del vivere. Da lui impara il giovane chiamato “Smilzo”, un orfano formicolante di passioni silenziose. Don Gaetano sa leggere nel pensiero della gente e lo Smilzo lo sa, sa che nel buio o nel fuoco dei suoi sentimenti ci sono idee ed emozioni che arrivano nette alla mente del suo maestro e compagno. Scimmia dalle zampe magre, ha imparato a sfidare i compagni, le altezze dei muri, le grondaie, le finestre – a una finestra in particolare ha continuato a guardare, quella in cui, donna-bambina, è apparso un giorno il fantasma femminile. Un fantasma che torna più tardi a sfidare la memoria dei sensi, a postulare un amore impossibile. Lo Smilzo cresce attraverso i racconti di don Gaetano, cresce nella memoria di una Napoli (offesa dalla guerra e dall’occupazione) che si ribella – con una straordinaria capacità di riscatto – alla sua stessa indolenza morale. Lo Smilzo impara che l’esistenza è rito, carne, sfida, sangue. È così che l’uomo maturo e l’uomo giovane si dividono in silenzio il desiderio sessuale di una vedova, è così che l’uomo passa al giovane la lama che lo dovrà difendere un giorno dall’onore offeso, è così che la prova del sangue apre la strada a una nuova migranza che durerà il tempo necessario a essere uomo.
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“Il panico e la grazia” è il titolo del libro di Emidio Montini.

Vivere non è certo una cosa semplice, il conflitto interiore fra ciò che si è e ciò che vorremmo essere è lacerante, soprattutto nel periodo dell’adolescenza. In quel periodo o ci si uniforma alla massa o si vive al di fuori ,etichettandosi come ribelli, eversivi. L’equilibrio si raggiunge con il tempo, la vita ti forgia, come un mare in tempesta ti sbatte in fondo negli abissi e poi ti riporta in superficie a rivedere il sole. Poi arriva la quieta, la serena accettazione di se stessi, l’amore per sè prima che per gli altri, perchè non si può amare nessuno se prima non si ama il sè finalmente definito. Si vive nel panico per arrivare alla grazia dell’autoconsapevolezza, quello stato di pace interiore che arriva solo dopo una lunga battaglia con il più efferato e costante dei nemici: se stessi.

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Marina Pizzi

La poesia di Marina Pizzi non è poesia qualunque dettata non solo dall’ispirazione del momento ma segue un percorso poetico di stile ed esistenziale. Fervida e profonda è la sua creatività capace di toccare il cuore ma anche di allontanarcene a volte senza comprendere. La sue raccolte sono famose e l’autrice ha ricevuto numerosi premi. Giovanni Nuscis ci illustra l’autrice e alcune poesie della sua ultima raccolta aiutandoci a capirne il senso e lo stile letterario aiutando anche i profani (della letteratura) ad amare Marina.

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Guida Pratica all’eternità è stato recensito su Avvenire il 22.07.2008 e consigliato fra le letture da non perdere. Di seguito il testo.

I racconti fra cielo e terra di Centofanti
“Personaggi quotidiani sono i protagonisti delle storie di Fabrizio Centofanti raccolti nel volume “Guida pratica all’eternità” (Effatà, pp. 94, euro 9). Un volumetto agile che fa trasparire gioie e sofferenze della vita di tutti i giorni. L’autore, scrittore e sacerdote diocesano a Roma, ha voluto ritrarre i protagonisti delle sue microstorie in un mondo in cui si mescola la speranza ma anche la disperazione. C’è la mano dell’umile testimone evangelico che annora fatti e persone cercando di coglierne fino in fondo le profondità dell’animo. Ma si percepisce anche la vena poetica di Centofanti che si diverte ad alternare il lirismo ad una narrazione a volte secca e dura. Sono racconti che vogliono far riflettere il lettore, ma che non saltano fuori dalla pura fantasia dell’autore. Dietro c’è la storia di un uomo che ha scelto di servire il Vangelo. facendo ricorso anche alla scrittura per difendere la dignità degli ultimi.”

Potete leggere l’articolo QUI

vi ricordo che potete acquistare il libro QUI

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