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Archive for the ‘religione’ Category

 Cosa vuoi che io ti faccia? La medesima domanda rivolta a Giacomo e Giovanni la settimana prima: Cosa volete che io vi faccia? La stessa che il genio rivolge ad Aladino: Cosa vuoi che io ti faccia? Che possa per un attimo vedere il mondo dall’alto, contemplare l’inizio e la fine: Bereshit bara’ Elohim et ashamaim veet haaretz. Scoprire che ogni cosa è vanità, havel havelim, tutto è fumo, fumo di fumi, dice Qoelet.

Fabrizio Centofanti

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Leggere il Vangelo, studiarlo ogni giorno, adattarlo alla vita quotidiana, renderlo semplice perchè possa essere compreso da tutti, questo è uno dei compiti del sacerdote ma sono un’infinitesima  percentuale quelli che veramente lo fanno.

la letteratura ecclesiastica è piena di libri scritti da studiosi delle Sacre Scritture ,soprattutto da autori stranieri molto spesso laici e non credenti, se non di altra fede, eppure rimangono negli scaffali, spesso senza traduzione perchè i sacerdoti hanno altro da fare.

Sì hanno milioni di cose da fare ma in un’epoca in cui si sono persi i valori veri, i principi, la buona educazione, il rispetto, il senso civico, dove l’apparire è tutto e il vuoto impera nei discorsi, nelle trasmissioni, nella mente. In un’epoca dove conta solo il successo, i soldi, l’egoismo e l’avidità la fanno da padrone, l’Amore che fine ha fatto? le cose semplici di ogni giorno che fanno vivere bene, il sorriso donato senza aspettative, tutto ciò che da autoconsapevolezza e felicità terrena, dove sono?

I sacerdoti lo sanno, chi vive in periferia, in città, giocando la sua vita ogni giorno, rischiando di apparire solo un povero illuso lo sa, ma questo contatto con l’uomo lo convince ogni giorno di più che in fondo tutti cerchiamo solo Dio, cerchiamo un Amore più grande che ci riempia il cuore, facendoci relegare tutti gli “effetti speciali” del nulla nel posto dove deve stare, in una scatola di plastica da riciclare.

Una speranza c’è, un Uomo c’è la donata, è solo ora di riscoprirla  allora il sacerdote scende dall’altare e và, fuori della chiesa, della parrocchia, del quartiere, della città per raggiungere e donare quell’Amore attraverso il suo sapere ,messo a disposizione di chiunque ne ha bisogno anche in un blog, anche in un libro, senza attendersi nulla in cambio, perchè la missione è far conoscere e donare l’Amore da troppo tempo relegato in un Sepolcro.

Non est hic

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Il desiderio ancestrale di Dio

Quando il fedele giungeva nel regno delle lacrime, comprendeva che la sua intelligenza era uscita dalla prigione di questo mondo, ed aveva posto il piede sulla strada del mondo nuovo, cominciando a respirare l’aria di lassù. L’intelligenza diventava limpida. Il dolore aveva la dolcezza del miele. ” Dalle lacrime l’anima otterrà la pace dei pensieri, dalla pace dei pensieri salirà alla limpidezza della mente, e con la mente limpida giungerà a vedere le realtà nascoste”, diceva Isacco di Ninive.
L’ultima tappa del processo spirituale era la visione. Per raggiungerla, aggiungeva Isacco, bisognava andare di là, raggiungendo il luogo della “non preghiera”, più eccellente della preghiera, ” I moti della lingua e del cuore nella preghiera sono le chiavi, ma ciò che li segue è l’ingresso nella casa del tesoro. Facciano silenzio allora tutte le bocche, le lingue, il cuore tesoriere dei pensieri, l’intelletto guida dei sensi e il pensiero veloce, e cessino le suppliche perché il padrone della casa entra in lei. Quando si è oltrepassato questo limite, il pensiero non ha più preghiere, né moti, né lacrime, né potere, né libertà, né suppliche, né desiderio, né brama di nulla di quanto è sperato in questo mondo o nel mondo futuro. Quindi, dopo la preghiera pura, non c’è più preghiera. Oltre questo limite, c’è stupore. Di qui in avanti c’è la visione. “

Non visione ma un amore più grande che si spoglia di tutta la fisicità e di ciò che essa comporta, svelandosi in tutta la sua indescrivibile profondità e bellezza.

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Gerusalemme

Ricordate il musical Jesus Christ Superstar? Ebbene Gesù entra in Gerusalemme accolto come oggi si farebbe con una superstar ma quell’Uomo entra nel regno degli uomini per andare incontro alla morte. Solo un pazzo o un Dio avrebbe mai potuto fare questo e a rifletterci bene il Figlio di Dio e dell’uomo aveva il coraggio della sua divinità e la follia del più folle degli uomini.

Ma la domanda è un altra: oggi sarebbe ancora accolto così? I cristiani si nascondono perchè perseguitati ma anche perchè hanno paura di dirsi tali, come se seguire Gesù, nell’epoca attuale, fosse una cosa da poveri illusi perchè si ambisce a potere e ricchezza, bellezza e possesso, qualità dell’uomo amate dal Principe di questo mondo. Gesù entra a Gerusalemme per salvare gli uomini che ancora gridano “crocifiggilo!”

Un volta però ho letto da una parte: “se il diavolo crede di poter rendere l’uomo peggiore di quello che è, è un grande illuso”

Forse allora senza troppo rumore Gesù può ancora entrare nei nostri cuori perchè ciò che l’uomo rifiuta è capace di accettare e quel qualcosa si chiama: AMORE.

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Amare, secondo l’esempio e l’insegnamento di Gesù, fa paura. L’amore totale fa paura, perchè comporta sacrificio e dolore, spogliarsi del sè per vestirsi dell’altro. Chi ama veramente inevitabilemente muore come se stesso per rinascere vestito dell’altro. L’amore si coniuga con il dolore estremo, l’agonia, per poi risorgere, testimonianza ne è il “percorso” dal Getsemani fino alla morte in croce. Poi c’è la resurrezione. Ed è questa agonia, il calvario, la morte lenta e dolorosa che fa paura, in questo modo però ci si nega anche la felicità piena.

L’amore diventa silenzio e in quel momento inizia a parlare. Gesù ha guarito, parlato, insegnato, scandalizzato con un unico scopo: insegnarci ad amare come Lui ha amato e ama. In linea teorica molti lo hanno seguito, ancor di più avversato, ma chi veramente lo ha ascoltato? E’ stato frainteso, in Lui non hanno visto un amore oltre l’amore, puro e sublime ma il secondo fine, lo scopo nascosto, il desiderio di potere, la poltrona del comando. Gesù non ha avuto altra scelta che morire perchè solo nel Suo silenzio e nella Sua assenza fisica, l’amore si è reso manifesto, puro e candido com’era. Ma veramente il silenzio inizia a parlare? Secondo il diritto: chi tace non dice nulla. Verità inconfutabile ma allora cosa è accaduto?
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La fede nasce dall’amore, dal cuore o è grazia concessa. In ogni caso nasce dall’incontro con Cristo. Della fede ci parla in “Un manifesto della fede cristiana” Fabrizio Centofanti.

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Il segreto della matematica? Partire da un ipotesi seza logicae dimostrare da essa il possibile. La matematica è una scienza esatta, logica, razionale. Matematica e fede convergno? o esiste la solita vecchia “credenza” che un uomo di scienze è ateo e quindi che la scienza non può incontrarsi con Dio? Personalmente, poichè so che l’uomo è creatura divina, ciò che la sua mente crea non può prescindere dal Creatore. Ma cosa ne pensa un grande matematico come Massimo Buscema?

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