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Archive for the ‘riflessioni’ Category

Inizio da me.

Inizio da me..

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Aldo

… Gli ultimi giorni, quando il male lo stava consumando sempre più rapidamente, il sacerdote li ha passati correndo dietro al suo barbone: un affanno finito qui, nell’obitorio gelido, pieno di pulci insoddisfatte. Ma la cura tenace ha trasformato questo inferno in un sepolcro nuovo, un giardino fuori del tempo. Un uomo dalle vesti bianche accoglie i parrocchiani che piangono Aldo, alcolista e puzzolente, e annuncia loro: perché cercate tra i morti colui che è vivo? Non è qui, è risorto. Le pulci e i pidocchi non capiscono: loro hanno altro a cui pensare.

Fabrizio Centofanti

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Il classico

Qualche tempo fa è uscito sul Domenicale del Sole 24 ore un interessante articolo di Andrea Casalegno, dal titolo L’attualità inattuale del classico. Da buon allievo di liceo classico, Casalegno svolge un ragionamento in tesi, antitesi e sintesi per dimostrare l’assunto del titolo. Io che come ginnasiale ero scarsuccio non posso fare a meno di inserire una dubitativa in quell’assunto, e volgerlo in forma di domanda: è davvero ancora attuale l’inattualità del classico? Sgombriamo il campo da un primo equivoco. Qui non si parla di attualità e di attuale come un qualcosa di aggiornato, al passo con i tempi, quasi “cool” e modaiolo. Forse in questo caso è opportuno rifarsi al significato originale del termine “attuale”, come una cosa che è in atto, in effetto, derivante dal tardo latino actualis – “attivo”-, usato nel senso di “ciò che esiste”, ma più tardi anche nel senso di realtà ed efficacia. Ed è proprio su questo punto che si concentra l’assunto di Casalegno. Il liceo classico è attuale in quanto efficace. A me qualche dubbio rimane, premesso che giammai vorrei vedere il fantasma del liceo classico volgersi al sottoscritto esclamando: Tu quoque, Paule fili mi!

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Disse  una volta Ingmar Bergman in una intervista rilasciata a un giornalista, nella hall di un albergo:   ” Se mi chiede il fine generale dei miei film, rispondo che vorrei essere stato uno degli artisti che hanno creato la cattedrale di Chartres. Ma alludo, con questa idea, soprattutto a una cattedrale che rappresenta per me la vita culturale, l’attività artistica.

Ebbene io penso che ogni artista, soprattutto europeo, debba portare la sua piccola pietra per la costruzione della cattedrale. Si tratta solo di una piccola pietra, ma è molto importante. E’ il nostro dovere, il nostro unico modo di vivere, di esistere, perfino di respirare. Costruire la cattedrale significa combattere contro le ipocrisie, contro le ingiustizie, contro le guerre, contro l’oppressione, contro la menzogna. E’ una lotta difficile perchè se è vero che c’è chi vuole costruire, c’è anche chi vuole distruggere. E questa gente che vuole distruggere è tanta, ed è tenace. E’ così facile distruggere, ed è così difficile creare…. Ma anche se la cattedrale una volta costruita, può essere demolita e non esistere più, noi dobbiamo edificarla. Solo così saremo migliori.”

Edificare, costruire, credere in quello che si sente come vero. Si direbbe che l’uomo saggio oggi come ieri, sia quello che non si lascia irretire dalla corrente, che cerca di ricavare  un senso compiuto della vita, aderendo a quello che abbiamo già inscritto dentro, e che è il valore dell’umano.

Fabrizio Falconi

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 Cosa vuoi che io ti faccia? La medesima domanda rivolta a Giacomo e Giovanni la settimana prima: Cosa volete che io vi faccia? La stessa che il genio rivolge ad Aladino: Cosa vuoi che io ti faccia? Che possa per un attimo vedere il mondo dall’alto, contemplare l’inizio e la fine: Bereshit bara’ Elohim et ashamaim veet haaretz. Scoprire che ogni cosa è vanità, havel havelim, tutto è fumo, fumo di fumi, dice Qoelet.

Fabrizio Centofanti

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Armagheddon I

Tutti si chiedono quali siano le ragioni autentiche. Cosa ci sia dietro le manovre di attacco e di difesa, in margine a privilegi e garanzie. Siamo in attesa di un responso che dovrebbe decidere il presente, dare un’idea del futuro che ci aspetta. Ma resta un dubbio insuperabile: quali sono le vere forze in campo, chi sarebbe il vincitore in caso di bocciatura o approvazione?

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Ho saputo certe cose

Gossip, chiacchiere, dicerie, malignità, storie costruite ad arte in un grande bla bla bla. C’è chi passa la vita e fa del suo sport preferito il chiacchiericcio, quel sottofondo alla quotidianità di cui non si riesce a fare a meno. Ma che volto ha lo zombie di turno? Sempre lo stesso, e un odore che te lo fa riconoscere a distanza. Sarà, ma possibile che non abbia argomenti più interessanti e coinvolgenti di cui parlare? E che fine fa poi? Evapora come neve al sole.

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