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Archive for the ‘riflessioni’ Category

C’è sempre un motivo per scrivere e uno per vivere e sorridere al giorno che nasce. Questo è quello di Gaja ed è un gran bel motivo oltre che un gran bello scrivere. Grazie

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Da tanto lontano

Se potessimo arrivare al centro dell’universo e mettere del tritolo per resettare questo mondo così strano veramente cambierebbe qualcosa? e se cambiasse in peggio? se ad un equilibrio precario e ingiusto si sostituisse un’ingiustizia più grande?

forse basta solo un sorriso e tanto amore, l’esplosivo più potente che c’è per cambiare le cose, o almeno provarci.

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La pietra nella mano

Mi chiedo se colui che ha sempre la pietra in mano non sia lo stesso che ha la trave nell’occhio …

“Errare è umano” mi hanno insegnato. Chi scrive? Scrivono tutti, a volte solo perchè la maestra glielo ha insegnato, altre per talento, altre per lavoro, altre ancora per muovere le fila di furbi burattinai.
L’uomo che scrive è l’unico che non ha mai scritto, al massimo detta.
Perchè scrivere? Tutto ciò che viene scritto è destinato a perdersi, non ha valore, è scritto sulla sabbia, il vento, l’acqua o i passi di altri lo cancelleranno. Perchè scrivere allora? Se tutto è relativo, se  c’è una sola verità assoluta, un solo giudizio che non può essere scritto da uomini? Ciò che gli uomini scrivono non ha un senso assoluto, l’unico senso può darglielo l’uomo che non ha mai scritto. Tirerà le pietre? Farà di “peggio” agli occhi degli altri: guarderà oltre, deciderà dove siederai, alla fine allargherà le braccia e ti stringerà scrivendo due sole parole.
Di fronte alla relatività dello scrivere e del giudizio umano, alla certezza che tutto si perderà fra le maglie del tempo senza lasciar traccia, che l’agire terreno è solo un “corso e ricorso” storico per chi ha verità di comodo, l’uomo con la pietra la scaglierà contro?
Chi è senza peccato ….

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Partire

Ogni singola cosa parla di lui, l’amico partito per un viaggio in un mondo diverso, il dolore e la nostalgia. Partire può essere la soluzione o è una profezia per il futuro?

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Il trapezio

Librarsi in volo il sogno dell’uomo, quel senso di libertà infinita, il distacco dalla materia, l’ebbrezza e la leggerezza di muoversi senza spazio e tempo. In fondo la vita altro non è che questo come l’amore, il desiderio di un volo libero e la certezza di due mani che ti afferrano saldamente. Ma a volte il compagno si distrae e manca il gancio e giù in caduta libera fino a trovare un’altra mano che ti afferra saldamente e ti riporta in alto, artisti in un grande trapezio finchè non si spengono le luci.

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Tanti anni fa

Forse, là, ritroverei il punto di partenza, l’esplosione da cui sono scaturiti i miei gesti, i miei pensieri. Il momento in cui ero solo e, nello stesso tempo, radicalmente unito all’esistenza che mi aveva generato.

Fabrizio Centofanti

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Vado

C’è sempre il dubbio che tutto quello che si fa potrebbe essere inutile, ci si chiede se fare una cosa piuttosto che l’altra abbia avuto un senso. Domande senza risposta ma da ricondursi sempre ai grandi interrogativi a cui nessuno ancora è riuscito a dare risposta: “chi siamo?”, “da dove veniamo?” e “dove stiamo andando?”. Nessuno ha risposte certe, allora si va avanti lasciandoci travolgere dalla vita e da scelte obbligate in nome di una giustizia tradotta in  amore per gli altri senza chiederci mai se sia bene per sè. Si va avanti senza sapere se c’è tempo, tanto tempo o se fra un attimo tutto sarà inutile, senza senso, senza futuro. Allora forse è meglio non avere neanche il tempo di porsi domande ed avere sempre una porta da aprire, un viso da guardare e una mano da tendere ancora verso l’altro ma verso anche se stesso perchè per chi si dona la vita è un incontro di mani che si stringono, sguardi che si incrociano, labbra che si schiudono pronte a vuotare la bocca di voce.

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